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Le elezioni comunali? Sono diventate il Tfr degli ex cacicchi Pd

Dagli ex deputati Ermini e Legnini a De Luca, la poltrona di sindaco è ormai il benefit di fine carriera

Le elezioni comunali? Sono diventate il Tfr degli ex cacicchi Pd
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La candidatura a sindaco come Trattamento di fine rapporto dei cacicchi o delle vecchie conoscenze della sinistra italiana. È questa l'ultima formula magica proposta del mondo progressista. In sintesi, meglio l'usato sicuro. D'altro canto, non è un mistero che individuare oggi un potenziale primo cittadino è impresa difficile visto che tanti si tengono a debita distanza perché temono più di ogni cosa l'avviso di garanzia.

Il cacicchismo non è mai defunto. Anzi. Sembra essere eterno se si guarda ai casi di Mirello Crisafulli, Viceré di Enna e in questa tornata candidato per la poltronissima del capoluogo più alto d'Italia, vale a dire Enna. Classe '50, professione politico, tre volte deputato regionale, è stato parlamentare a Montecitorio nella legislatura brevissima 2006-2008 che portò Romano Prodi per la seconda volta Palazzo Chigi, e poi ancora senatore fino al 2013. Ribattezzato il barone rosso di Enna, una volta disse di sé: «Qui a Enna vincerei con il maggioritario, con

il proporzionale e con il sorteggio». La candidatura di Crisafulli nasce dal segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, vicino all'area Schlein e ha subito creato scompiglio in area centrosinistra. Il Pd nazionale ha optato per non presentare il simbolo, ma l'intero partito locale, larga parte di quello regionale e anche diversi dirigenti nazionali si sono schierati sotto traccia al fianco di Crisafulli, che non ha perso tempo per far sapere al Nazareno: «A Enna il Partito Democratico è Vladimiro Crisafulli».

Ed è un discorso simile a quello di Salerno, dove è ri-sceso in campo lo sceriffo Vincenzo De Luca. La prima volta che venne eletto sindaco da queste parti era il 1993, la famosa stagione dei sindaci. Sono più di trent'anni che De Luca governa Salerno visto che per gli ultimi dieci ha collocato sulla poltrona più alta della città il fedelissimo Vincenzo Napoli, che va da sé si è dimesso con un anno di anticipo per lasciargli spazio. E se De Luca sarà sostenuto da sette liste ma non ci sarà quella ufficiale del Pd, il paradosso della vicenda è uno soltanto: il segretario regionale

del Nazareno è il figlio Piero che di certo non sarà ostile al ritorno del padre. Ecco perché in tanti si chiedono quale sarebbe la reazione dei vertici del Nazareno se lo Sceriffo dovesse sbancare al botteghino elettorale.

Poi c'è il caso di Andrea Martella, il parlamentare dem (già sottosegretario a Palazzo Chigi nel secondo governo Conte) ora candidato al Comune di Venezia.

In questo quadro il Tfr viene riservato anche a chi è stato vicepresidente del Csm. E così David Ermini, già deputato, e in principio vicino a Matteo Renzi, si ritrova candidato sindaco di Figline Incisa.

Ma questa volta il sostegno del Partito Democratico c'è ed è ufficiale. Sempre in quota Csm, ecco un'altra vecchia conoscenza della sinistra: si tratta del democrat Giovanni Legnini, punto di riferimento del Pd in Abruzzo, schierato come potenziale primo cittadino di Chieti.

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