Embrioni scambiati Identificati i genitori dei due gemellini

Le teste cadono, i giuristi si confrontano e i legali affilano i coltelli in previsione di un maxi risarcimento. Ormai non ci sono più alibi. I test genetici sugli embrioni impiantati in una donna all'ospedale Pertini di Roma, hanno confermato che lo scambio degli embrioni c'è stato. I medici hanno già identificato e avvertito la coppia naturale che presenta compatibilità genetica. Il test del Dna e della saliva erano stati fatti a cinque coppie, tutte quelle che avevano eseguito il trattamento nel periodo 4-6 dicembre dello scorso anno nel Centro per la procreazione assistita. E ora la risposta delle provette non ammette dubbi.
In sostanza, qualcuno, in quell'ospedale, ha fatto un bel pasticcio. Lo chiamano «errore umano» ma vallo a dire a quella coppia «scippata» del seme di un futuro bambino che è un errore umano. Quale risarcimento danni può attenuare un dramma profondo? E cosa dire della madre che sta facendo crescere nel suo grembo due corpicini indifesi e ignari di questo bailamme? Li terrà o abortirà? Domande a cui si daranno risposte nei prossimi giorni, ma intanto cadono le prime teste. Il direttore generale dell'Asl Roma B, Vitaliano De Salazar, ha nominato un nuovo responsabile della struttura della procreazione medicalmente assistita e annuncia altri provvedimenti a chiusura dell'indagine ministeriale. Spetta invece al genetista Giuseppe Novelli, rettore dell'Università di Roma Tor Vergata, confermare lo scambio di provette. «Abbiamo eseguito i test e identificato i genitori biologici dei feti. Non ci sono altre persone coinvolte. Si è trattato di un errore umano, un evento avverso – spiega Novelli - in un centro che adotta protocolli standard e di qualità». Alla base dello scambio, ci sarebbe la forte somiglianza tra i cognomi delle due diverse coppie. Ma il motivo dell'errore si capirà solo quando la procura di Roma chiuderà l'indagine per ora aperta senza ipotesi di reato.
Il problema che dovrà essere risolto entro breve, se la donna incinta non abortirà entro dieci giorni, è quello sul destino dei gemelli. Il giudice costituzionale Ferdinando Santosuosso non sembra avere dubbi: «La legge dice che figlio è di chi lo partorisce», quindi la mamma che sta portando avanti la gestazione «non rischia di perdere i bambini a meno che decida di interrompere la gravidanza». La mamma genetica invece, «non ha nessun titolo, dal punto di vista giuridico, di rivendicare nulla».
Filomena Gallo, segretario dell'associazione Luca Coscioni, invece, ritiene che si possa ipotizzare il caso di «sostituzione di neonato che può esercitata da qualsiasi interessato e, quindi, anche dai genitori biologici». Gallo, inoltre, sostiene che le due coppie come danno morale potranno ottenere «risarcimenti molto sostanziosi». «Tutto ciò non sarebbe accaduto se il Centro di fecondazione assistita avesse rispettato tutte le procedure scientifiche e organizzative, come previsto dall'articolo 10 della legge 40; e se la Regione avesse fatto i controlli previsti. Resta il dolore irreparabile delle due famiglie che potranno comunque accertare le responsabilità in sede giuridica». Più incerto sulle conseguenze dell'errore umano, Silvio Viale, ginecologo e padre della pillola abortiva, che si augura «che la donna non si spaventi e non abortisca» perché «nessuno potrà mai sapere se gli embrioni giusti avrebbero attecchito nell'utero della coppia giusta».

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