"Ex membro della Magliana assunto dal Campidoglio": è polemica a Roma

Secondo Repubblica, Maurizio Lattarulo (ex Nar e membro della banda della Magliana) sarebbe il braccio destro del presidente della commissione politiche sociali. Il Pdl: "Caso chiuso dal 2010"

"Ex membro della Magliana assunto dal Campidoglio": è polemica a Roma

Un contratto di consulenza stipulato dal Campidoglio. A chi? A Maurizio Lattarulo, ex appartenente ai Nuclei armati rivoluzionari (Nar) nonché ex componente della Banda della Magliana. A riferire la notizia è il quotidiano La Repubblica, secondo cui Lattarulo, in passato braccio destro del boss Enrico "Renatino" De Pedis, sarebbe stato assunto nel
luglio 2008 dall’amministrazione del sindaco Gianni Alemanno come consulente per le politiche sociali.

Attualmente Lattarulo sarebbe segretario particolare del presidente della Commissione Politiche sociali Giordano Tredicine (Pdl), il quale ha smentito quest’ultimo fatto, menzionando comunque il rapporto di consulenza con il Campidoglio . "Non c’è mai stato nessun rapporto di lavoro tra il sottoscritto e il Signor Lattarulo. Il rapporto di consulenza esterna del Signor Lattarulo con l’Amministrazione Capitolina è intercorso presso l’Assessorato alle Politiche Sociali e non con la Commissione da me presieduta", ha precisato in un comunicato Tredicine.

L'opposizione è dubito insorta. Il Presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli ha chiesto le dimissioni di Alemanno. Il Pd ha attaccato il primo cittadino romano: "Ormai il Campidoglio di Alemanno è diventato una succursale lavorativa per ex terroristi di destra, fascisti e boss della malavita", ha tuonato il segretario Marco Miccoli.

"Se fosse confermata la notizia, saremmo di fronte all'ennesimo scandalo firmato Alemanno. Il sindaco della capitale, dopo averla ridotta in condizioni pessime per vivibilità e servizi, persevera sul viale del tramonto a circondarsi di personaggi impresentabili che appartengono al suo poco illustre passato", hanno affermato in una nota
congiunta Emanuele Fiano e Michele Meta, deputati del Partito Democratico.

"Mi lascia davvero senza parole constatare che un quotidiano autorevole come la Repubblica presti il fianco a polemiche squallide e strumentali riportando una notizia vecchia e superata: dal 2010 infatti Lattarulo non fa più parte dello staff dell’assessore alle politiche sociali, quindi vorremmo capire di cosa si sta parlando", ha dichiarato il capogruppo del Pdl in Campidoglio, Luca Gramazio. Che poi ha aggiunto: "Tirar fuori una storia risalente al 2008 e provare a renderla attuale ha del patetico. E in questa occasione la sinistra è anche riuscita a contraddire i principi costituzionali a garanzia del diritto al lavoro per chi ha scontato la sua pena, con la connivenza di una cattiva informazione che è stata capace, tra l’altro, di menzionare tra i presunti precedenti, nome e cognomi di persone riconosciute innocenti dalla giustizia, che ancora oggi sono costrette a difendere la loro onorabilità e quella della
propria famiglia. Questo non è accettabile".

L'eventuale assunzione di Lattarulo per la sinistra è uno scandalo. I casi di Maurizio Azzolini (l'ex estremista che sparò durante gli scontri del 1977 a Milano è capo di gabinetto della vicesindaco di Milano, Maria Grazia Guida) e di Sergio D’'Elia (ex brigatista entrato in Parlamento), solo per citarne alcuni, non hanno mai scatenato l'indignazione della sinistra. E' la solita doppia morale democratica.

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