False iscrizioni nel Pd: obbligati a tesserarsi per non perdere il lavoro

Un altro caso a Torino dopo gli scandali di Avellino, Bari e Lecce. Pressioni su un dipendente Sitaf: "O vieni al congresso o sei fuori"

False iscrizioni nel Pd: obbligati a tesserarsi per non perdere il lavoro

Costretto a prendere la tessera Pd se non voleva perdere il lavoro. È gravissima la denuncia lanciata dal senatore Stefano Esposito, castigamatti di questa tornata elettorale interna ai democratici che precede le primarie dell'8 dicembre.
Come le precedenti, Esposito ha pubblicato anche questa denuncia sul profilo Facebook e non è stato smentito. La temperatura del partito è incandescente, mentre arrivano sempre nuove segnalazioni di irregolarità. Ad Avellino le tessere last minute sono 600, mentre a Bari alcuni circoli sono passati da 20 a oltre 300 iscritti in pochi giorni e a Lecce si contano 15mila tessere totali su 4.400 iscritti storici. Dice il deputato romano Roberto Morassut, spedito come controllore in Salento: «Siamo dinanzi a un'orgia di potere, un delirio di cordate che si muovono per la conquista degli equilibri interni». Un «mercificio delle tessere», secondo la definizione di tre candidati alla segreteria provinciale di Frosinone che si sono sospesi per le «gravissime scorrettezze» e hanno chiesto l'annullamento del congresso. L'ultimo caso denunciato da Esposito (che aveva svelato la pratica del «palo» davanti alle sezioni che distribuiva denaro per fare le tessere) riguarda un dipendente del gruppo Sitaf, la società che gestisce l'autostrada A32 tra Torino e Bardonecchia. Il quale avrebbe ricevuto un «consiglio da amico»: tesserare tutta la famiglia al Pd per evitare gli imminenti tagli del personale. I fatti sono avvenuti nella sezione di Sant'Antonino di Susa, località di cui è sindaco Antonio Ferrentino, ex pasdaran del fronte no-Tav.
L'altro giorno il senatore Esposito aveva raccontato: «Al congresso di Sant'Antonino di Susa si sono presentati 10 nuovi iscritti, inviati dall'uomo di Salvatore Gallo in Val di Susa Salvatore Sergi, per cercare di portare a Fabrizio Morri il seggio in lizza. Questa volta il partito della Sitaf ha perso per un voto, 11 Beghini, 10 Morri. La cosa curiosa è che questi 10 iscritti sono tutti appartenenti alla stessa famiglia (fratelli, nuore, nipoti). Mamma mia come siamo combinati. Buon lavoro al nuovo segretario del circolo Claudio Ferrentino». Ieri mattina l'aggiornamento: «L'altra sera ho raccontato il tentativo di Salvatore Sergi, per conto del suo capo Salvatore Gallo, di inquinare il congresso di Sant'Antonino di Susa. Scavando un po' ho capito come sono andate le cose: un dipendente della società Sitalfa (gruppo Sitaf) è stato caldamente invitato a portare tutta la famiglia al congresso per sostenere il candidato che si contrapponeva a Claudio Ferrentino. Per fargli capire quanto fosse importante che si impegnasse, gli hanno comunicato che la Sitalfa sta ragionando su una riduzione di personale». E aggiunge: «Questi metodi non sono una sorpresa, ho denunciato in tempi non sospetti il sistema Gallo-Quagliotti, il conflitto di interessi di cui sono portatori. Tanto per non lasciare niente all'immaginazione, sapete chi è il presidente di Sitalfa? Salvatore Gallo». Il quale, ex socialista accasatosi nel Pd, è uno dei «signori delle tessere» e, secondo molti, il vero azionista di maggioranza del partito a Torino.

Sullo scandalo delle tessere ieri è intervenuto anche il candidato alla segreteria Gianni Cuperlo: «Faccio appello agli altri candidati, a Epifani, alla commissione di garanzia - ha detto a Otto e mezzo -: cambiamo le regole. Fermiamo il tesseramento il prima possibile, entro pochi giorni».

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