Qatargate

"Farà altri nomi". Sul Qatargate ora Panzeri fa tremare l'Europarlamento

L'ex parlamentare europeo del Partito Democratico è pronto a far allargare lo scandalo anche verso altri esponenti politici di Germania, Francia e Italia dopo avere firmato l'accordo con la magistratura belga. Intanto Cozzolino rinuncia all'immunità

"Farà i nomi di altri eurodeputati". Sul Qatargate ora Panzeri fa tremare l'Italia

Ci potrebbero essere ulteriori e importantissime sorprese sul Qatargate. Antonio Panzeri, considerato la "mente" di questo scandalo, dovrebbe fornire ai magistrati belgi nuovi nomi di parlamentari europei provenienti da Germania, Francia e Italia. Si tratta di rivelazioni che arrivano direttamente da Michalis Dimitrakopoulos, l'avvocato dell’eurodeputata greca Eva Kaili, in carcere dal 9 dicembre scorso. "Arrivano messaggi e notizie che farà i nomi di eurodeputati di Germania, Francia, Italia e Belgio. Per quanto riguarda le persone provenienti dalla Grecia, non posso escludere nulla, soprattutto perché è un periodo pre-elettorale", ha affermato il legale in un'intervista al canale televisivo Kontra.

A Panzeri "interessa salvare sua moglie e sua figlia"

Panzeri ha stretto un accordo con la giustizia belga per parlare e descrivere tutti i dettagli dello scandalo Qatargate in cambio di una sentenza più morbida. A breve l'ex europarlamentare del Partito Democratico testimonierà per la prima volta dopo che tale patto con le autorità belghe è stato siglato. Tuttavia per l’avvocato Dimitrakopoulos, Panzeri avrebbe fatto una mossa ad alto rischio. "Gli hanno detto che resterà in carcere un anno, ma darà loro i nomi che vogliono", ha detto, lasciando quindi intendere che Panzeri in questo momento è manipolato politicamente. "Ora è completamente inaffidabile, e tutto ciò che gli interessa è salvare sua moglie e sua figlia e qualunque cosa gli diano, firmerà", ha aggiunto l'avvocato greco.

Dimitrakopoulos ha anche previsto che l'accordo sancito da Panzeri con le autorità belghe sarebbe "crollato" a un certo punto poiché "ci saranno forti reazioni da parte delle persone che Panzeri accuserà". Ha infatti aggiunto che due europarlamentari belgi sono già contro di lui e dovrebbero rivelare alcuni fatti contro Panzeri, che lui stesso ha finora nascosto. "Quindi, l’accordo fallirà in questo caso", ha detto. Una fonte vicina alla questione ha affermato a Euractiv che, secondo il patto, Panzeri dovrà dire tutta la verità alle autorità giudiziarie belghe e non nascondere nulla. Se non lo fa, non solo "rompe l'accordo" ma sarà anche accusato di "pervertire il corso della giustizia". Il rischio che lo scandalo possa quindi rapidamente allargarsi a macchia d'olio anche all'interno della politica italiana sembrerebbe piuttosto concreto.

La difesa di Cozzolino, che rinuncia all'immunità parlamentare

Nel frattempo Andrea Cozzolino, coinvolto anche lui nell'inchiesta Qatargate, rinuncia all'immunità parlamentare e si presenta alla commissione Giustizia (Juri) del Parlamento Europeo riunita proprio per discutere della revoca del beneficio concesso agli eurodeputati. Cozzolino è arrivato accompagnato dai suoi legali per partecipare all’udienza. Dopo avere manifestato la propria intenzione di rinunciare all'immunità i suoi legali hanno poi rilasciato una dichiarazione alla stampa.

"L'onorevole Andrea Cozzolino ha contestato le ipotesi investigative, a dire la verità alquanto generiche formulate a suo carico - ha spiegato l'avvocato Dezio Ferraro -. Ha dichiarato formalmente di non aver mai ricevuto, direttamente o indirettamente, né denaro contante né altre forme di sostentamento e ha dichiarato di essere totalmente all'oscuro delle attività realizzate dal signor Giorgi e dal signor Panzeri". Inoltre Cozzolino, secondo quanto riferisce sempre l'avvocato, "ha spiegato e dimostrato come la propria attività parlamentare qui a Bruxelles relativamente alle vicende del Qatar e del Marocco è totalmente incompatibile con l'ipotesi di una sua partecipazione a una rete d'influenza in favore di questi Stati".

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