Il freddo fuori stagione paralizza il Paese E ci costa un miliardo

Il freddo fuori stagione paralizza il Paese E ci costa un miliardo

I farmacisti sorridono. È fine maggio e si fa la coda per acquistare sciroppi per la tosse, antibiotici, aspirine. Il freddo e la pioggia sono buoni alleati dei medicinali. Ma quello farmaceutico dev'essere l'unico comparto con il segno più. Il resto dell'economia è con l'acqua alla gola perché oltre alla recessione fa danni pure la mancata primavera. A conti fatti, stando bassi, un miliardo della nostra ricchezza «affonda nell'acqua». Il maltempo, infatti, ha scombussolato soprattutto il Centro Nord che conta danni in agricoltura, nell'edilizia, nel commercio, nel turismo, nell'abbigliamento. Del resto, chi va a comprarsi l'infradito quando indossa ancora il piumino a fine maggio? Chi pensa alle vacanze estive quando le previsioni sono sempre deludenti? E chi si avventura su una spiaggia nel weekend? Pochi, dicono al Sindacato italiano balneari, che elenca la prima stima dei danni: nel maggio di quest'anno si contano il 50% in meno di presenze sulle spiagge italiane che significa poi, meno gelati, meno ristoranti e meno introiti per negozietti che aspettano il turista domenicale come la manna dal cielo. Insomma, mancano all'appello decine di migliaia di euro per i bagni italiani visto che ai mancati guadagni dobbiamo aggiungere i danni provocati dalle mareggiate, come quella di ieri in Versilia che ha spazzato via ombrelloni, lettini e distrutto la spiaggia.
Con questi chiari di luna, il turista più volenteroso se ne sta a casa. Com'è successo, sempre a causa maltempo, nel lungo ponte del 25 aprile-1 maggio. Dove Federalberghi ha registrato una flessione del giro di affari pari al 12,5% rispetto al 2012, cioè circa 300 milioni di euro.
Non parliamo poi di semine e di raccolti dove le perdite sono già state quantificate: 500 miliardi di danni, perché si assisterà ad una ottimistica riduzione del 30% dei raccolti per le principali produzioni del nord Italia. La Coldiretti sostiene che questa una primavera impazzita, «ha rovinato il lavoro di un intero anno di migliaia di agricoltori e allevatori italiani». Dal Piemonte alla Lombardia, dall'Emilia Romagna al Veneto, le campagne sono sott'acqua con decine di migliaia di ettari di terreno allagati. E quindi sono compromessi raccolti di pomodoro, riso, patate, frutta, soia, mais e fieno che rimane a marcire nei campi con gravi problemi per l'alimentazione degli animali. In Lombardia i terreni sono ridotti a paludi e Coldiretti chiederà «alla Regione Lombardia e al Governo lo stato di calamità».
Con il freddo e la pioggia saltano anche i programmi pianificati da un anno con l'altro. Come la 19esima tappa del Giro d'Italia di Ponte di Legno che ieri è stata cancellata a causa della neve che è comparsa anche sulle Dolomiti, a Cortina e sulle montagne liguri. Le temperature sono ovunque in picchiata e in città la gente rispolvera maglioni e stivali.
Abiti estivi e sandali possono attendere. Lo sanno bene i negozi di abbigliamento che hanno subito un crollo delle vendite del 9% già a marzo. E se il giro di affari del comparto è di circa 27 miliardi all'anno, mancano all'appello almeno 200 milioni. A cui si devono aggiungere le perdite di aprile e di maggio. Che ci saranno di sicuro perché il tempo non invoglia ancora a nuovi look. A maggio, infatti, la temperatura massima nel Nord Italia è stata di 3,2 gradi inferiore alla media e la pioggia è stata molto più abbondante rispetto all'anno scorso (+24%). Anche il cantiere dell'Expo ha dovuto arrendersi al volere del maltempo. Si sono accumulati 13 giorni di ritardo nei cantieri e con la bella stagione, si lavorerà con i doppi turni per recuperare.

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