Grillo all'angolo ora minaccia i suoi

RomaIl metodo Grillo: se non sei d'accordo, vai alla porta. È bastata una sconfitta elettorale e il leader a Cinque stelle deve cercare di arginare le fronde. Tutti smentiscono: polemici ma non ce ne andiamo. Il venti di entusiasmo di febbraio, però, si sono arrestati. La cortina di silenzio si dirada e emergono discussioni a non finire tra gli eletti stellati. La conferma in una e-mail della capogruppo Roberta Lombardi, catturata dall'Agi e dal quotidiano online Europa: «Il Movimento 5 stelle è praticamente sotto assedio e tu, deputato che fai la spia con i giornalisti, «sei una merda, chiunque tu sia». Firmato Lombardi. Il clima alla vigilia dell'assemblea congiunta di deputati e senatori del Movimento si surriscalda ulteriormente.
Grillo per primo aveva fiutato subito l'aria ed è passato alla minaccia: «Chi si è candidato per il M5S al Parlamento e vuole un accordo con il pdmenoelle scordandosi degli impegni elettorali e della sua funzione di portavoce, è pregato di avviarsi alla porta. È meglio buttarsi nel vuoto da soli che essere spinti». Alle sfide del secondo turno delle amministrative, a cui non partecipano i cinque stelle per limiti di voto al primo giro di boa, «non appoggeremo la destra e tanto meno la sinistra - scrive Grillo - tra loro non c'è alcuna differenza, forse la destra ti prende un po' meno per il culo». E per continuare a sgonfiare la batosta, il comico ribadisce: «Non abbiamo fretta. È stato un giorno come un altro. Nessun trionfo a febbraio, nessun tonfo a maggio». Alla fine «ne resterà soltanto uno», ribadisce il titolo, sempre citando Higlander, con fotomontaggio di Grillo in versione ultimo uomo.
Sul blog non si arresta l'insofferenza: «Highlander era un immortale. Tu no. Highlander staccava teste. Tu no. Highlander non aveva fretta...Noi sì!», chiarisce Giulio V da Venezia.
In Parlamento i dissidenti smentiscono uscite dal gruppo e ieri hanno puntato al lavoro d'aula. Al Senato i 5 stelle hanno presentato una mozione per istituire un referendum che chieda ai cittadini se sono d'accordo nel modificare la forma di Stato e di governo. Una consultazione aperta agli italiani che abbiano compiuto i 16 anni di età». Il M5S ha chiesto che si ponga anche il limite dei «due mandati elettorali». Mozione respinta. Il M5s in un primo tempo sembrava non voler appoggiare la mozione Giachetti alla Camera per il ritorno al Mattarellum. In serata, invece, il «sì». Il gruppo non è compatto. Su Facebook ieri il deputato Luigi Di Maio ha scritto che il collega Tommaso Currò (uno dei critici sulla linea Grillo) è «chiaramente in malafede». C'è chi «proprio a questo gruppo non vuole bene».

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