Grillo cambia strategia in vista delle Europee. E occupa giornali e tv

Il leader del M5S rilascia tre interviste in un sol giorno. E stasera andrà da Mentana. "Prenderemo più voti del Pd. Alleanza con l'estrema destra? Possibile"

Grillo cambia strategia in vista delle Europee. E occupa giornali e tv

Cambio di strategia. Quando ci si avvicina alle elezioni europee, ecco che i giornali italiani non sono più asserviti al potere, ma diventano una vetrina. E così, Beppe Grillo adesso si concede ai mass media. Questa sera sarà ospite di Enrico Mentana nella puntata di Bersaglio mobile. Il direttore del TgLa7 ha spiegato che, almeno nelle sue intenzioni, proverà a fare una lunga intervista a tutto campo. Ma il rischio che sarà il leader del Movimento 5 Stelle è comunque dietro l'angolo. Al netto di ciò, oggi Grillo rilascia tre interviste al Mattino, La Repubblica e al Corriere del Mezzogiorno.

"Vinceremo e il Pd dovrà trarne le conseguenze. In Italia non c’è un governo Renzi, c’è solo Renzi. C’è una conduzione del Paese molto cinica. Non esiste nessuna copertura scritta per i provvedimenti presi. E poi scusate, quale popolarità? Quando cominci a toccare le pensioni la gente non ti vota più", ha spiegato al quotidiano fondato da Scalfari. E poi ancora: "A che serve il Parlamento europeo? In realtà nessuno lo sa. Cinquecento milioni di persone, di cittadini, che non sanno nulla, noi capiremo quello che ci sta succedendo".

Intervistato anche dal Mattino, Grillo spiega che per i candidati ci saranno dei ballottaggi: "Si terranno due turni e potranno votare centomila cittadini tramite la Rete: questo è il nuovo metodo. Dobbiamo portare dai 20 ai 25 parlamentari, ci aspettiamo quella forbice lì". E sull'eventualità di un'alleanza con l'estrema destra dice: "Possibile, ma dipende dai programmi, deciderà la Rete se fare accordi, questo sarà deciso da tutti. È una bella gara e di questo hanno paura. Perché noi andremo lì a dire: fiscal compact no, il Mes no. Andremo a proporre gli eurobond. La nostra posizione sull’euro è sempre stata questa: si decide con un referendum".

In un’altra intervista al Corriere del Mezzogiorno, del sindaco di Napoli Luigi de Magistris dice: "Non sono suo nemico, è lui che si è staccato. Noi abbiamo concorso a farlo eleggere, ma la nostra filosofia è sempre la stessa: se ti fai eleggere devi seguire il programma. Lui non lo ha fatto". Alle Europee, ribadisce, "vinceremo se metteremo un parlamentare in più del Partito democratico. Ce la voglio mettere tutta stavolta. Perché questo ragazzotto, Renzi, che racconta bugie, che promette di assumere: non c’è nulla di scritto, non ci sono coperture, il ragazzotto rischia moltissimo. È meglio che se ne va subito, altrimenti non lo fanno tornare a casa".