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I censori rossi e le minacce al ristoratore: cosa hanno fatto a Venezia

Vietato ospitare presentazioni di libri sulla destra se non si vuole finire nel mirino degli intolleranti antifa

I censori rossi e le minacce al ristoratore: cosa hanno fatto a Venezia
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Vietato ospitare presentazioni di libri sulla destra se non si vuole finire nel mirino degli intolleranti antifa. Questa mattina all’ingresso del Ristorante al Colombo a Venezia è comparso un cartello con scritto “Il libro è stato… stimolante! Buon 25 aprile!” insieme a un’ingente quantità di sterco.

Proprio questa sera nei locali del ristorante si sarebbe dovuta svolgere la presentazione del libro “Destra sociale” di Marco Cassini organizzata da Gioventù Nazionale insieme al Dipartimento cultura di Fratelli d’Italia. Si tratta di un testo che si interroga su "quale modello può rispondere alle crisi globali in atto? Esiste un’alternativa al delirio progressista e al mero arretramento reazionario? Quali sono i princìpi perenni che abbiamo il dovere di custodire e trasmettere? Superando le banali dicotomie della palude elettorale, questo libro offre un punto di vista innovativo e rivoluzionario".

L’evento è l’occasione per presentare i candidati di Gioventù Nazionale alle amministrative di Venezia con il senatore Raffaele Speranzon, il vicepresidente della Regione Veneto Lucas Pavanetto, il vice capogruppo di Fdi in regione Matteo Baldan e il vice responsabile del dipartimento Cultura Emma Barozzi.

A poche settimane dalle elezioni amministrative di Venezia, i censori rossi non solo vorrebbero impedire lo svolgimento della presentazione di un libro ma arrivano al punto di intimidire un ristoratore la cui unica colpa è quella di ospitare un evento pubblico.

Come spiega il commissario di Fdi Venezia città Marco Mestriner: "Si tratta di un gesto vile e inaccettabile, che condanniamo con fermezza. Episodi come questo, avvenuti peraltro in piena campagna elettorale, rappresentano un tentativo di intimidazione che nulla ha a che fare con il confronto democratico. A Domenico Stanziani va la nostra piena solidarietà. Non ci faremo intimidire: continueremo a portare avanti le nostre iniziative con determinazione e nel rispetto della libertà di espressione”.

Purtroppo non è il primo episodio avvenuto in città di intimidazione nei confronti della destra e testimonia un clima di intolleranza crescente da parte di sedicenti democratici che finiscono per comportarsi come i peggiori censori arrivando anche a colpire uno storico ristoratore che negli anni ha ospitato eventi e iniziative di ogni genere nei suoi locali.

Il timore è che quanto avvenuto a Venezia sia solo l’anticipazione di ciò che vedremo domani in varie città italiane dove gli antagonisti si preparano a

scendere in piazza e, con la scusa del 25 aprile, potrebbero esserci disordini e il tentativo di attualizzare un clima di scontro e da guerra civile che vorremmo esserci lasciati alle spalle e aver consegnato alla storia.

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