I consiglieri di sinistra del Csm vogliono "graziare" Esposito

Nella seduta del 5 settembre scorso tre consiglieri del Csm hanno chiesto invano di archiviare il fascicolo sulla toga e si sono opposti alla trascrizione del colloquio della toga col Mattino

I consiglieri di sinistra del Csm vogliono "graziare" Esposito

La "sinistra" del Csm vuole graziare il giudice Antonio Esposito. E chiede l'archiviazione del fascicolo a carico del presidente del collegio della Cassazione che ha condannato in via definitiva Silvio Berlusconi e che è finito nella bufera per un’intervista al Mattino di Napoli in cui anticipava le motivazioni della sentenza.

Ad avanzare la richiesta alla Prima Commissione del Csm sono stati i consiglieri di sinistra: Paolo Enrico Carfì e Francesco Vigorito (appartenenti ad Area) nonché il laico di centrosinistra Glauco Giostra. La richiesta però è già stata bocciata nella seduta del 5 settembre scorso. Sono stati sempre loro ad opporsi nella scorsa seduta alla richiesta di acquisire la trascrizione del colloquio telefonico tra Esposito e il giornalista del Mattino.

La richiesta di archiviare il fascicolo su Esposito è stata motivata dal fatto che, a loro parere, non ricorrono i presupposti per parlare di incompatibilità del giudice Esposito, pur sottolineando l’"inopportunità" dell’intervista da lui rilasciata con la quale non sarebbe stato leso il prestigio della magistratura. La prima commissione, intanto, attende gli atti richiesti alla procura generale della Cassazione che sul giudice Esposito sta portando avanti una pre-istruttoria, al termine della quale si deciderà se avviare o meno l’azione disciplinare. Se quest’ultima dovesse essere portata avanti, la prima commissione dovrebbe necessariamente fermare il suo lavoro, poiché competente solo per le questioni para-disciplinari. I consiglieri Carfì, Giostra e Vigorito avevano detto "no" anche alla proposta del relatore Sciacca di acquisire la trascrizione dell’intervista rilasciata da Esposito che, dunque, non è stata, almeno per il momento, indicata tra gli atti che la prima commissione ha chiesto alla Cassazione.

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