I giudici accelerano sul Cav: lo vogliono fuori entro Natale

Corte d'appello Interdizione da ricalcolare. La palla passa al tribunale di Milano. Obiettivo udienza-lampo entro ottobre

I giudici accelerano sul Cav: lo vogliono fuori entro Natale

Le vacanze della giustizia non sono ancora finite, ma la «macchina» del nuovo processo a Berlusconi si è già rimessa in moto: l'obiettivo è arrivare a celebrare nel giro di poche settimane l'udienza-lampo che dovrebbe tornare a infliggere al Cavaliere, come pena accessoria della condanna per frode fiscale, la interdizione dai pubblici uffici. L'avvio ufficiale del meccanismo scatta ieri, con l'arrivo a Milano da Roma del fascicolo processuale. È l'ultimo cascame ancora aperto del processo per i diritti tv, l'unica concessione che la Cassazione all'inizio di agosto ha fatto al ricorso presentato dal Cavaliere contro la condanna. Ma è anche un passaggio cruciale, perché destinato a condizionare in modo determinante la vita politica dell'ex presidente del Consiglio.

Tecnicamente, la presenza di Berlusconi in Parlamento è stretta in una sorta di tenaglia. Da un lato la legge Severino, che prevede la ineleggibilità per chi è stato condannato a più di due anni di carcere; dall'altro la sentenza emessa dalla Corte d'appello di Milano che (oltre a quattro anni di reclusione) gli ha inflitto cinque anni di interdizione dai pubblici uffici, annullati dalla Cassazione che ha ordinato solo su questo punto il nuovo processo. Il problema è che la applicazione della legge Severino al caso Berlusconi, dopo il pronunciamento di numerosi giuristi anche di area progressista, appare tutt'altro che scontata. E quindi le speranze di sloggiare il Cavaliere da Palazzo Madama per via giudiziaria sono affidate soprattutto ad una sentenza che riporti in vigore, anche se con durata ridotta, l'interdizione annullata dalla Cassazione.

La palla, dunque, torna alla Corte d'appello milanese dove ieri il postino ha recapitato le motivazioni della sentenza della Cassazione. Il calendario delle udienze d'appello è in genere piuttosto ingolfato, e il nuovo processo a Berlusconi se si mettesse in coda rischierebbe di attendere a lungo. Invece verrà fissato in tempi rapidi, verosimilmente entro ottobre, davanti alla terza sezione penale.

Tanta rapidità viene spiegata con il fatto che si tratta si un processo semplice, che si può sbrigare in una sola udienza: si tratta solo di decidere quanti anni di interdizione rifilare a Berlusconi, tenendo conto che la Cassazione ha ordinato di non superare il tetto dei tre anni. Ma i difensori del Cavaliere si preparano comunque a dare battaglia. E qualunque sia la nuova decisione della Corte d'appello non sarà esecutiva prima di un nuovo vaglio della Cassazione. Insomma: a Palazzo Madama, Berlusconi può contare di mangiarci il panettone, e magari anche la colomba pasquale.