A Genova è scoppiato un nuovo caso politico e stavolta al centro della polemica c’è Ilaria Gibelli, avvocato e consulente del Comune per le questioni LGTBQIA+, che ha pubblicato una storia relativa al credo religioso degli elettori dei principali partiti politici. Lo schema, relativo a elaborazioni basate sulle elezioni europee del 2024, mette in evidenza che tra gli elettori di Fratelli d’Italia la rappresentanza cattolica è dell’83,8%, in Forza Italia del 79%, nella Lega del 76,6% e poi a scendere con M5s e Partito democratico, con contestuale aumento degli elettori atei e di altre confessioni religiose.
“Non fa una piega, i partiti cattolici sono quelli più: omofobi, transfobici, razzisti, islamofobi, maschilisti, si può continuare”, si legge nella storia non più disponibile. “Rimaniamo allibiti per quanto pubblicato sui social dall’avvocata Ilaria Gibelli, non un’avvocata qualunque ma la consulente del Comune e della sindaca di Genova per la tutela dei diritti delle persone Lgbtqia+”, ha dichiarato Ilaria Cavo, deputata ligure, presidente del Consiglio nazionale di Noi Moderati e capogruppo di Noi Moderati Orgoglio Genova in Consiglio comunale. “Post poi cancellato, a conferma di quanto gravi, false e intrise di pregiudizio fossero le sue parole, offensive non solo nei confronti dei partiti cattolici, ma di tutta la politica e delle istituzioni. Riteniamo inaccettabile che chi ricopre incarichi pubblici, peraltro lautamente retribuiti, possa lasciarsi andare a considerazioni così rozze e volgari. Cosa ne pensa la sindaca Salis? Ci aspettiamo una presa di distanza e provvedimenti immediati, nel rispetto dei cattolici e di tutti coloro che si riconoscono nei valori che essi rappresentano, nel Centrodestra come nel Centrosinistra”, conclude Cavo.
I consiglieri della Lega Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua hanno espresso “ferma condanna”, criticando il linguaggio “che non ha nulla a che vedere con il rispetto istituzionale, con il confronto democratico e soprattutto con quel principio di inclusività che dovrebbe ispirare chi ricopre un simile ruolo pubblico”. Chi riceve un incarico istituzionale, dicono, “pagato con risorse pubbliche, non può utilizzare i social per alimentare contrapposizione ideologica, insultare indirettamente cittadini ed elettori, né lasciar passare messaggi divisivi e discriminatori. Per queste ragioni chiediamo al sindaco Salis la revoca immediata dell’incarico”.
Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d'Italia unitamente ai consiglieri Francesco Maresca, Nicholas Gandolfo, Valeriano Vacalebre, si chiede “con quale spirito un genovese potrebbe sentirsi tutelato da una figura che non si fa nessun problema ad additarlo e giudicarlo pubblicamente in maniera così meschina”, avanzando la richiesta di sollevamento dall’incarico.