Politica

I vampiri dei falsi invalidi: 30 arresti e 47 denunce

Falsificavano i verbali attestanti le disabilità e grazie ad alcuni funzionari comunali compiacenti ottenevano le pensioni: 4 milioni il danno per l’Inps

I vampiri dei falsi invalidi:  30 arresti e 47 denunce

Un’altra banda di falsi invalidi è stata scoperta dalla Guardia di finanza a Napoli. Trenta furbetti sono finiti agli arresti domiciliari in base a una ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice delle indagini preliminari. Altre 47 persone sono invece finite indagate nell’ambito di questa indagine avviata due anni fa dal Procuratore aggiunto Francesco Greco, a capo di un pool che si compone di altri tre pm che hanno dichiarato guerra alle truffe ai danni dell’Inps. Gli arresti di ieri costituiscono la quarta tranche di una indagine avviata nel 2009, che finora ha portato all’arresto di 231 persone.

I presunti truffatori avrebbero percepito illecitamente per oltre cinque anni pensioni di invalidità o indennità di accompagnamento, procurando un danno alle già disastrate casse dell’Inps di circa 4 milioni di euro. Solo per i 47 indagati la Procura ha disposto un sequestro di beni pari alla somma illecitamente percepita nell’arco di 6 anni dai «furbetti delle pensioni». Tra i beni sequestrati dalle fiamme gialle, 33 auto, 24 moto e 34 immobili e conti bancari. Si tratta di persone che incassavano la pensione da anni e alle quali vengono contestati i reati di truffa ai danni dello Stato e falso; il più anziano ha 77 anni, le più giovani ne hanno 31: tutti avevano contraffatto i documenti inviati all’Inps, con firme e timbri fasulli e numeri di protocollo inventati.

L’invalidità della quale gli indagati risultavano affetti era sempre del 100%, per ottenere il massimo della pensione; nelle pratiche, inoltre, veniva inserita una data di decorrenza di molti anni addietro, per consentire l’erogazione anche di cospicui arretrati.

Dopo questo nuovo capitolo dell’ormai lunga «saga» dei falsi invalidi il parlamentare della Lega Nord Gianni Fava è esploso indignato. «A Napoli quello dei falsi invalidi è ormai qualcosa di più di una episodica truffa ai danni dello Stato, dei veri invalidi e di tutta la società. Visti i numeri, è diventato un vero e proprio “lavorò nero” con la dolosa compiacenza, evidentemente, di medici e dipendenti dell'amministrazione pubblica». Fava ha poi sostenuto che, «se si vanno a guardare le percentuali di false pensioni di invalidità evocate a seguito di accertamenti e verifiche, si scopre che le regioni del Sud, in primis la Campania, la fanno da padrone e ne detengono il triste primato». Come dargli torto?

Emblematiche un paio di vicende scoperte nell’ambito dell’indagine. Due degli arrestati, ad esempio, nonostante le loro «disabilità» sono stati sorpresi mentre svolgevano delle attività impossibili per portatori di handicap. Uno, pur risultando «gravemente malato» alle vie polmonari e «bisognoso» di ossigenoterapia per 22 ore al giorno, è stato sorpreso mentre fumava tranquillamente una sigaretta. E che dire di una signora, anche lei finita ai domiciliari, con gravi problemi di deambulazione arrestata mentre si trovava a bordo di una moto che sfrecciava per le strade del centro. Era possibile realizzare la truffa grazie a falsi verbali di accertamento di invalidità di alcune aziende sanitarie locali, recanti firme, timbri e sigilli abilmente falsificati. Inoltre i falsi verbali erano poi inviati all'Ufficio invalidi civili della Prima Municipalità di Napoli, dove, grazie a funzionari comunali compiacenti venivano rilasciati i falsi decreti di riconoscimento delle pensioni. La documentazione finiva poi all’Inps che, in buona fede erogava le pensioni e le indennità di accompagnamento.

Commenti