«I vostri animali? Quasi umani Ma non trattateli come figli»

«Chissà cosa capisce di tutto quello che gli dico…?». «Quando lo accarezzo e lo guardo negli occhi avverto un'intesa che mi trasmettono solo pochi esseri umani. Sarà una mia suggestione?». Quante volte pensieri così attraversano la mente di chi vive con un quadrupede. Il cane, in primo luogo, ma anche il gatto, animali domestici, insomma. E cerchiamo conferme, anche scientifiche per non farci passare per «fanatici pazzoidi amanti degli animali». Ma ora, a spiegarci che i nostri amici animali hanno un cervello, un cuore che soffre e che gioisce, arriva anche Marc Bekoff, professore di zoologia all'Università del Colorado, che ha scritto più di 200 pubblicazioni scientifiche e oltre 20 libri. Lui parla addirittura di «senso morale» negli animali ed è convinto che sappiano cosa è giusto e cosa è sbagliato, sanno collaborare, non tollerano l'ingiustizia. E non sopportano il distacco.
Ma quanto può essere grande la sofferenza o la gioia di un cane? «Siccome sono esseri senzienti - spiega Bekoff - sono perfettamente in grado di provare gioia e dolore. E il fatto che alcuni cani si siano lasciati morire per l'amore che provavano per i loro amici e compagni a due zampe la dice lunga su quanto siano capaci di provare». In effetti ci sono storie tristissime di cani che per mesi hanno scambiato il cimitero per la nuova casa rimanendo in attesa, con devozione, davanti alla tomba del proprio padrone. Abbiamo seguito anche alla commovente storia di un lupoide che si recava in chiesa in attesa del suo amico visto in una bara per l'ultima volta.
Storie incredibili, struggenti, ma come si spiegano? «Gli animali hanno un senso di giustizia e hanno la loro moralità - racconta lo scienziato - È indubbio che provino emozioni quali dolore, compassione, gioia, paura, rabbia, empatia e sono capaci di straordinarie qualità cognitive». Dunque sembrano proprio degli umani, tra i più sensibili, a cui manca solo la parola. Ma attenzione a non confondere i ruoli. A volte, infatti, tendiamo a umanizzare troppo i nostri animali. E per Bekoff questo non va mai fatto. «A volte pretendiamo che loro si comportino come i nostri figli umani ed è un modo ovviamente sbagliato di relazionarsi con loro».
Già, ma in concreto cosa bisogna fare per conquistarsi la fiducia e il rispetto di un cane? È utile farlo addestrare? «I cani non devono essere addestrati ad eseguire ordini o essere considerati oggetti del nostro desiderio pronti a rispondere come se fossero comandati a bacchetta - precisa l'esperto - Anche loro possono semplicemente non avere voglia di fare qualcosa e ognuno di noi dovrebbe saper riconoscere i loro desideri e le loro esigenze».
Bekoff si scaglia contro alcuni addestratori della tv molto noti per spiegare cosa non si dovrebbe mai fare con i cani. No, in pratica, ai collari elettrici, a strozzo, con le punte. «Quelli sono strumenti di tortura e non di educazione e nessuno dovrebbe usarli - sbotta l'esperto - servono solo a intimidire gli animali. Non si utilizza la dominanza sui cani che devono essere trattati con rispetto, compassione, umiltà, benevolenza e amore». E il modo migliore di entrare in empatia con loro è imparare da piccoli. Insegnando ai bambini ad amare tutti gli animali. Ma come? «Bisogna portarli più possibile all'aperto, a contatto con la natura e i loro abitanti. È molto utile anche seguire documentari oppure pensare di visitare uno zoo: per mostrare che comunque gli animali in gabbia non sono i veri rappresentanti o gli ambasciatori delle loro specie e che non dovrebbero mai essere costretti in cattività».
Poi c'è l'aspetto nutrizionale, che farà saltare sulla sedia i pediatri che consigliano di mangiare carne da piccoli. «Incoraggerei i bambini a non mangiare gli animali - aggiunge Bekoff - devono sapere che un hamburger in realtà è una mucca morta e che la salsiccia una volta era un maiale vivo e cosciente e che mucche e maiali avevano una madre, un padre, sorelle e fratelli e molti amici».

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