Incubo manovra aggiuntiva, Fassina smonta il Def di Renzi

Levata di scudi nel Pd: il Def non convince. Ma Renzi assicura: "Escludo nel modo più assoluto manovre aggiuntive"

Incubo manovra aggiuntiva, Fassina smonta il Def di Renzi

A questo giro Matteo Renzi non se ne è uscito con una battuta pungente del tipo: "Fassina chi?". Se l'è risparmiato. Epperò non ha fatto niente per nascondere il fastidio provato nel subire l'ennesimo attacco da Stefano Fassina che, nelle ultime ore, sta tuonando in lungo e in largo contro il Def e paventando il ricorso di una manovra finanziaria aggiuntiva per mettere in ordine i conti disastrati del Paese.

"Mi sembra rituale e continuista". In una intervista fiume all'Unità, l'ex viceministro allo Sviluppo economico ha accusato apertamente il governo di rinunciare a "promuovere una manovra anticiclica, mentre siamo di fronte a emergenze economiche e sociali sempre più gravi che richiederebbero un cambiamento di rotta", e di continuare "con l’austerità e col decreto lavoro". Una politica che, a detta di Fassina, mette in linea Renzi con i premier che hanno governano negli ultimi anni e che hanno portato meno pil, meno occupazione e più debito pubblico. "Si sarebbe dovuto - spiega Fassina - almeno utilizzare tutto lo spazio al di sotto del 3% del rapporto tra deficit e pil per finanziare gli investimenti produttivi, aumentando la domanda per le imprese e ottenendo anche un miglioramento del debito pubblico". Tanto che, come ha poi paventato ai microfoni di Sky Tg24, "inizierà il giro per un’ulteriore manovra correttiva".

Renzi si è subito fiondato a smentire i timori di Fassina. "Lo escludo nel modo più categorico", ha assicurato a margine del Vinitaly. E ha aggiunto: "A chi dice che ci sarà bisogno di una manovra correttiva perché i numeri del Def sono sovrastimati dico esattamente il contrario: abbiamo tenuto bassa la previsione per serietà. Non mi aspetto brutte sorprese durante l’anno ma positive: ci sarà maggiore spazio d’azione durante l’anno". I buoni propositi del presidente del Consiglio non trovano resistenze solo all'interno del suo partito, ma anche nell'opposizione che ha criticato duramente il Def. Per il capogruppo azzurro alla Camera Renato Brunetta il documento è infarcito di "tante incongruenze, non solo sul piano contabile, ma anche su quello giuridico".

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