La Lega stravince a Verona, ma non è quella di Bossi Tracollo anche in Lombardia

Il probabile trionfo del "maroniano" a Verona ridà fiducia al Carroccio. Salvini: "È un bel segnale per ripartire". Ma è una sconfitta per il Senatùr: tonfo nel suo paese

La Lega stravince a Verona, ma non è quella di Bossi Tracollo anche in Lombardia

Per la Lega Nord le amministrative sono un banco di prova importante e non solo per la "rottura" con il Pdl. I vertici del Carroccio si sono riuniti per l'occasione in via Bellerio. "È stata una campagna elettorale difficile, in cui più che di Comuni, Imu e disastri del governo Monti, abbiamo dovuto parlare di diamanti e lauree in Albania: il voto alla Lega è valso doppio", commenta a caldo l'europarlamentare Matteo Salvini. "Complessivamente, è andata meglio di quello che si poteva ritenere, visto quello che è successo", aggiunge la "triumvira" Manuela Dal Lago. Soddisfatto anche Roberto Maroni: "Abbiamo pagato un prezzo, il prezzo delle vicende che hanno avuto risalto sui giornali, ma nonostante questo non solo la Lega sopravvive, ma ha avuto successi anche clamorosi come a Verona". 

Occhi puntati proprio sull'Arena e sul probabile trionfo di Flavio Tosi che potrebbe spazzare le ombre del terremoto che si è abbattuto sul Carroccio nello scorso mese. "Se il dato di Verona fosse confermato sarebbe un bel segnale, il modo migliore per ripartire", osserva Salvini, aggiungendo che "purtroppo molti voti sono rimasti in frigorifero e capisco chi, disorientato, non è andato a votare". Maroni gli fa eco e parla di "una fase nuova". Il governatore del Veneto è invece entusiasta: "Quella di Verona è la madre di tutte le vittorie", ha detto Luca Zaia, "La Lega Nord sopravvive alla Lega. A vincere è la Lega Nord dei sindaci, quella del pragmatismo, della risposta più concreta alle esigenze della gente. È la Lega del fare, proprio per questo è la Lega del futuro".

C'è da dire, però, che la vittoria di Tosi rimette comunque in discussione la Lega Nord. Il sindaco di Verona, infatti, è il candidato meno "bossiano" tra quelli schierati dal Carroccio e da sempre sostiene Roberto Maroni alla guida del movimento. Persino l'ex ministro lo ha sottolineato parlando di una "soddisfazione personale" nel trionfo a Verona. Del resto, sebbene i sondaggi parlino di una Lega stabile, i dati che arrivano dagli altri Comuni non sono così confortanti. A Cassano Magnago, paese d’origine di Bossi, la candidata leghista Stefania Federici sarebbe esclusa dal ballottaggio dopo 19 anni di dominio del Carroccio. Stessa scenario a Como e Monza.

Perse anche altre roccaforti della Lega come Mozzo (Bergamo), città di Roberto Calderoli, e Senago, dove ha sede il "parlamento padano". "Quando i leghisti, o i presunti tali, dividono il movimento questo è il risultato inevitabile. Questa volta è andata così, ma la prossima volta non ci saranno in giro liste di leghe farlocche e torneremo a vincere, lavorando come sempre abbiamo fatto", ammette Calderoli.

Lo stesso Tosi nei giorni scorsi aveva contestato la scelta di Bossi di ricandidarsi alla segreteria del movimento. Oggi ribadisce: "Chi spinge Umberto Bossi alla ricandidatura a segretario vuole il male di Umberto Bossi e della Lega. Bossi ha indiscutibilmente inventato la Lega Nord, ha capito allora la battaglia che si doveva fare per il nord e si è speso, anche personalmente, per la Lega". Il sindaco di Verona detta anche la strategia nazionale e chiede che anche nelle politiche del 2013 il Carroccio corra da solo: "Le eventuali alleanze con il Pdl si decideranno dopo le elezioni politiche, sui programmi, sulle cose da fare, non prima perchè l’alleanza va fatta prima".

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