Letta al capolinea

La crisi di governo si avvicina. Il titolare dell'Economia minaccia le dimissioni se non si aumenta l'imposta. Letta: "Basta aut aut". Ma il Pdl lancia l'offensiva: "Se il ministro non cela fa, lasci". La tensione tra esecutivo e maggioranza sale alle stelle

Letta al capolinea
Il premier Enrico Letta al Forum Ambrosetti

Il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha detto ieri al Corriere di essere pronto a lasciare. Se dovesse accadere, poco male. Visto che l'uomo, già alto papavero di Bankitalia, non ha certo brillato in quanto a capacità di proporre soluzioni decisive per raddrizzare i conti. Ma più che un preannuncio di dimissioni, quello del ministro è sembrato un ricatto. È inutile cercare i soldi per non alzare l'Iva - ha infatti detto - se i partiti hanno voglia di andare presto a votare. Traduco: italiani, o vi tenete il mio governo e noi forse non vi tartassiamo più di quanto già abbiamo fatto, oppure si va a votare ma con annessa nuova stangata. Ci risiamo con i tecnici che pretendono di tenere in ostaggio la democrazia e il Paese. Un film già visto all'epoca di Monti con i risultati che ben conosciamo. Le parole di Saccomanni sono comunque il segnale chiaro che il governo Letta è entrato ufficialmente in stato di crisi. A giorni dovrà decidere se alzare o no l'Iva e il fronte è spaccato. Forza Italia non transige: nessuna nuova tassa o addio maggioranza. Mezzo Pd (quello disposto ad andare a votare subito) si è già accodato alla linea di Berlusconi, l'altra metà (quella che difende questo governo) è al fianco di Saccomanni e disposta ad aumentare le tasse pur di sopravvivere.
Il povero Letta, e i soloni che hanno teorizzato fino ad oggi che alla fine a calare le braghe sarebbe stato Berlusconi, se ne deve fare una ragione. È possibile che a ore salga al Quirinale per ricevere ordini dal suo padrone Napolitano. Crisi pilotata? Sfida alle Camere chiedendo una nuova fiducia su un programma diverso da quello presentato pochi mesi fa? Vedremo che cosa si inventeranno per tentare di salvare una maggioranza da loro stessi pugnalata col voto sulla decadenza di Berlusconi e con le parole sferzanti pronunciate subito dopo.
Ora Forza Italia non deve sbagliare mosse e tempi. Non è difficile: basta stare fermi sulla posizione di sempre: niente nuove tasse con noi al governo, e aspettare sulla riva che passi il cadavere di una sinistra arrogante, violenta e pure pasticciona come sempre. Napolitano proverà a salvare i compagni di sempre lanciando loro un nuovo salvagente. Ma credo che questa volta non ne abbia a sufficienza.

servizi alle pagine 2-3

di Alessandro Sallusti