L'eurotripletta di Cera

Non c'è due senza tre. Applicando l'antico detto alla politica, Angelo Cera ha pensato di giocare il terno al lotto elettorale: non pago di essere sindaco di San Marco in Lamis, in provincia di Foggia, per nulla affaticato dal peso di essere contemporaneamente pure deputato tra le fila degli stakanovisti del sofà modello Udc, ha deciso di giocare i suoi numeri anche sulla ruota di Strasburgo. Per spirito di sacrificio, ovviamente. «Una decisione sofferta e fortemente voluta dal mio partito e da Lorenzo Cesa», spiega compunto il deputato pugliese, dando conto della chiamata dell'altissimo segretario nazionale dei centristi. Dimissioni da qualcuno degli incarichi già ricoperti, magari anche solo per opportunità o timore di non farcela ad essere uno e trino, sebbene democristiano? Manco a parlarne. Avanti tutta verso il cuore del Vecchio Continente, per una missione ardua: aprire gli occhi agli europei. E svelare antichi inganni. Come quello dello spread. L'Europa è salva: ora arrivano i nostri. Andiamo bene...

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