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L'imam a favore del niqab che ora fa lo spot per i diritti

Italiano convertito, imam autorizzato presso le carceri dal Dap, Iungo era già balzato alle cronache per aver difeso il velo, in televisione, di fianco a Maria Giulia Sergio

L'imam a favore del niqab che ora fa lo spot per i diritti
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La lotta all'islamofobia sì, il rispetto delle donne forse un po' meno. Succede che a Torino il Comune organizzi un'iniziativa contro l'islamofobia in coincidenza con la giornata mondiale sul tema. Peccato che tra i relatori, assieme al vicesindaco Michela Favaro e al consigliere comunale del Pd Abdullahi Ahmed, ci sia anche il discusso «professor» Gabriele Iungo (foto). Italiano convertito, imam autorizzato presso le carceri dal Dap (l'informazione deriva dal profilo Linkedin del musulmano), Iungo era già balzato alle cronache per aver difeso il velo, in televisione, di fianco a Maria Giulia Sergio, jihadista italiana condannata poi a 9 anni di carcere, dopo essersi arruolata nell'Isis. Poi, ancora, la firma apposta in un appello favorevole al velo integrale e una foto, poi cancellata dalla sua pagina Facebook, con l'«emiro» Khattab, tagliagole ceceno. Tutti fatti già fotografati da Fausto Biloslavo in un articolo pubblicato su Il Giornale nel 2017. La parabola dell'imam è andata avanti. E di recente Iungo è stato tirato in ballo per aver utilizzato, come immagine di copertina Facebook, il disegno di un deltaplano dei terroristi di Hamas, quelli del sette ottobre. Il predicatore, in quel caso, ha parlato di falsità. Anche se l'ipotesi più realistica è che l'immagine sia stata rimossa. L'attenzione sul caso era stata posta da un giornalista del Domani, un quotidiano non noto per posizioni conservatrici. Su Settimana News, ancora, periodico dehoniano, cioè dei sacerdoti del Sacro cuore di Gesù, è rintracciabile un articolo critico sulla predicazione con la spada dell'imam Ali Erbas, autorità religiosa turca. A Iungo, che sulla predicazione dell'autorità turca scrive un post intitolato «Dal diritto della spada alla spada del diritto», viene chiesto se rimane «ancora spazio per il dovere civico di una critica delle tradizioni religiose che sacralizzano la violenza». Insomma, questa è una delle figure scelte per la giornata contro l'islamofobia nella città amministrata da Stefano Lo Russo. Tanto che Augusta Montaruli, parlamentare di Fdi, osserva al Giornale: «I diritti fondamentali non possono vacillare neanche di fronte alle religioni.

Sentire che vogliono dare lezioni di islamofobia persone che inchieste giornalistiche hanno già fatto emergere con posizioni antitetiche su diritti delle donne è una mancanza di rispetto a tutte coloro che cercano di uscire dalla sottomissione che un certo estremismo vorrebbe».

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