"L'Italia che Conta". Il film-propaganda dei 5 Stelle per "salvare" il loro leader

Giuseppe Conte, in pieno crollo dei consensi, è costretto ad aggrapparsi alla proiezione cinematografica organizzata dallo staff pentastellato in tutta Italia per limitare i danni in vista delle elezioni europee di inizio giugno

"L'Italia che Conta". Il film-propaganda dei 5 Stelle per "salvare" il loro leader
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Al narcisismo autocelebrativo non c'è mai limite. E quindi, dopo i vari comizi e show teatrali simil-Grillo, il Movimento 5 Stelle ha pensato bene di fare arrivare Giuseppe Conte anche in molte sale cinematografiche di tutta Italia. Non in carne e ossa, ma con la proiezione sui maxischermi del film-spettacolo elettorale intitolato "L'Italia che Conta". Scritto proprio così, con la "C" maiuscola, quasi a scimmiottare un classico gioco di parole con il suo cognome che oramai si porta quasi su tutto. Un evento che partirà questa sera e che toccherà diverse regioni italiane, per quello che sembra essere a tutti gli effetti il rush finale della disperazione per chiudere gli ultimi nove giorni di campagna propagandistica grillina in vista delle Europee dell'8 e 9 giugno.

Del resto, per quanto in queste ore non si possano più citare pubblicamente i dati aggiornati dei sondaggi politici, tutti (compreso lo staff pentastellato) sono perfettamente a conoscenza del fatto che il M5s sia in netto calo di consensi rispetto solo a qualche settimana fa. Lo spoglio delle schede che avverrà nella notte tra domenica 9 e lunedì 10 giugno potrebbe regalare brutte sorprese a Conte & co: più di qualcuno ipotizza che i 5 Stelle non solo potrebbero andare sotto quel disgraziato 17% preso nel 2019, sempre per il rinnovo dell'Europarlamento, quando alla guida del movimento c'era Luigi Di Maio, ma anche addirittura peggiorare quel 15% scarso ottenuto alle ultime Politiche (già sotto la leadership di Giuseppi) che poco più di un anno e mezzo fa veniva visto come una rimonta "miracolosa".

Tra una settimana il Sud potrebbe voltare le spalle ai 5 Stelle, ormai del tutto irrilevanti dopo la cancellazione delle loro misure spot più importanti: il reddito di cittadinanza e il superbonus. L'astensione elevata prevista soprattutto nel meridione potrebbe seriamente penalizzare proprio coloro che nel 2018 là avevano sfondato e fatto "cappotto" alle urne. Questo provocherebbe un sensibile aumento del distacco di voti con il Partito Democratico dell'odiatissima (seppur a bassa voce) Elly Schlein e, di fatto, metterebbe la parola "fine" a quel sogno di Conte che vorrebbe trasformarsi nel capo della "vasta" coalizione di centrosinistra alla Romano Prodi di un tempo e sotterrerebbe una volta per tutte le fantasiose ambizioni di ritornare clamorosamente a Palazzo Chigi.

Finito nel dimenticatoio anche negli interventi della Meloni, ecco quindi arrivare in soccorso per lui "L'Italia che Conta", una sorta di cinepanettone elettorale - sulla scia dei suoi discorsi portati in giro in piazze e teatri - che potrà in qualche modo diffondere meglio il verbo "contiano" tra il popolo. Il lancio pubblicitario ideato sembrerebbe presagire un vero e proprio format che darà la possibilità agli spettatori che vorranno di capire "quello che non sta funzionando nel fantastico mondo di Giorgia Meloni: dal carovita ai tagli alla sanità, fino i rischi per l'ambiente e la nostra sicurezza, fra leader mondiali che ci portano alle soglie della Terza guerra Mondiale".

Il tutto è stato organizzato "per essere capillari sul territorio italiano" e per "raggiungere anche chi non ha potuto vedere il presidente Conte a teatro dal vivo" (non immaginiamo l'immane tristezza a palate di tutte queste persone). E dire che, a proposito di radicamento locale, sta per compiere tre anni il discorso di Conte da leader M5s che chiedeva a gran voce di ripartire "dai gruppi territoriali e dai forum tematici aperti alla società civile e ai non iscritti. Le proposte che arriveranno saranno ampiamente valorizzate". Di tutto questo non si è visto nemmeno l'ombra.

In compenso, per potere sopperire a questo vulnus, ci penserà direttamente il docu-film a riportare la serenità tra i militanti grillini. Un elemento è certo: con questa opposizione Giorgia Meloni può dormire sonni sereni per anni.

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