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La polemica a Firenze

La campagna per il no al referendum ora si fa a scuola

La comunicazione, ricevuta dalla scuola, è stata inoltrata al personale scolastico dell’istituto scatenando aspre polemiche. Valditara: "Si parli del voto, ma senza indottrinare gli studenti

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Quando mancano poco più di 10 giorni al referendum sulla Giustizia per la separazione delle carriere, il fronte del “no” le sta provando tutte per cercare di recuperare in volata i risultati dei sondaggi. È una campagna molto aggressiva quella condotta finora dal fronte del “no”, che ha scelto di muoversi sul filo tra il consentito e il non consentito, spesso travalicando il limite. Ed è questa la domanda che a Firenze si sono posti due consiglieri comunali, Luca Santarelli, coordinatore del Gruppo Misto-Noi Moderati, e Paolo Bambagioni, della lista Schmidt, davanti al caso emerso in un istituto comprensivo di Firenze.

Referedum, richieste di affissione negli albi sindacali per il “no” nelle scuole

Le cronache locali riferiscono della ricezione di una comunicazione da parte del personale scolastico avente come oggetto “Invio volantini Comitato per il NO Referendum Giustizia 22-23 marzo”. Si tratta di una mail ricevuta da tutto il personale della scuola, originariamente inviata da FLC CGIL di Firenze e poi inoltrata al personale. In questa mail, come riferito da “La Firenze che vorrei”, il sindacato chiedeva al dirigente scolastico l’affissione del volantino del “Comitato Società civile per il No” sia sulle bacheche sindacali ma anche l’inoltro diretto al personale.

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“Chiedo si faccia chiarezza sul caso e dovrebbe essere la dirigente stessa a spiegare il motivo che l’ha portata a inviare il materiale del No da un indirizzo istituzionale. Chiedo che il superiore intervenga per chiarire e, appurato tutto, anche per censurare un operato sicuramente non consono alle funzioni della dirigente”, ha dichiarato Bambagioni. Una posizione critica che si affianca a quella di Santarelli, il quale ha sottolineato che “la scuola è un luogo di formazione e per sua natura deve essere imparziale. Ma non ci stupiamo: dopo l’aula destinata alla preghiera dei musulmani per il Ramadan e il no al Crocifisso, la sinistra continua a considerare la scuola non un istituto per formare e educare ma per ideologizzare i ragazzi. Così mostrano il loro vero volto, altro che democrazia e belle parole”. Non è il primo caso, sulle bacheche sindacali online di molte scuole sono comparsi i manifesti del No di produzione sindacale, che si inseriscono all’interno di una zona grigia dove i regolamenti non sono così rigidi come ci si aspetterebbe in materia di propaganda politica.

"Nelle scuole va benissimo discutere delle tematiche referendarie nel rispetto della par condicio, non vedo perché scuole pagate dai contribuenti non debbano attenersi al fatto che se ci sono le ragioni del no ci debbono essere anche le ragioni del sì e viceversa". Lo ha detto, a margine della fiera Didacta in corso a Firenze, il ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara. "Le scuole devono servire a sviluppare lo spirito critico e non a indottrinare i nostri studenti perché, oltretutto - ha ribadito - non dimentichiamoci mai che le scuole sono pagate dai cittadini. Non sono pagate dalla Cgil, non sono pagate dal Pd, non sono pagate dalla Lega, non sono pagate da nessun partito politico". Ma, essendo pagate dai contribuenti, "è giusto che insegnino la libertà, lo spirito critico, il pluralismo e mai la faziosità e l'indottrinamento".

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