A meno di due settimane dal referendum sulla Giustizia, la propaganda si è intensificata in vista del voto. Il fronte del “no” sta cercando di recuperare e il fronte del “sì” di mettere più spazio. In queste ore il fronte sindacale ha premuto ulteriormente sull’acceleratore sfruttando l’ampio bacino di adesione del personale scolastico e nelle bacheche sindacali di due istituti, uno in provincia di Piacenza e uno in provincia di Livorno, sono apparse le richieste di affissione per il “No”.
Si tratta di diversi volantini che vedono come committente responsabile Giuseppe Gesmundo, esponente della Cgil, e presentano le diverse ragioni per le quali votare “No” al referendum. “La Legge Meloni-Nordio stravolge la Costituzione e mette a rischio lʼautonomia della magistratura, compromettendo lʼequilibrio tra i poteri dello Stato.Con un obiettivo preciso: sottoporre la magistratura al condizionamento del governo e indebolire i controlli su chi esercita il potere”, si legge in uno dei volantini proposti per l’affissione. Qui si legge anche che “la legge Meloni-Nordio, con Autonomia differenziata e Premierato, è parte di un disegno più ampio di profondo e radicale cambiamento della nostra Repubblica democratica. Il risultato è una Giustizia dura con i deboli e indulgente con i potenti. Lʼautonomia della magistratura non è un privilegio, ma una garanzia di uguaglianza per tutti”.
In un altro volantino, la riforma per la separazione delle carriere viene definita “pericolosa” e “inutile”. Il qr code presente in uno dei volantini riporta un sito della “società civile per il no al referendum costituzionale”, che è promosso, tra gli altri, come si legge nella sezione “chi siamo” da Anpi, Acli, Arci, Cgil, Libera, Libertà e Giustizia, Legambiente, Giuristi Democratici. L’albo sindacale delle scuole ricade in una zona grigia dove ciò che è permesso e ciò che non è permesso va spesso a discrezione. In linea generale quell’albo è dedicato ai comunicati su materie di interesse sindacale e del lavoro.
Il limite dipende dal regolamento scolastico specifico purché non sia visibile agli studenti ma resti confinato a uno spazio dedicato ai lavoratori. Perché, in caso contrario, qualunque comunicazione di questo tipo non è legittima all’interno di una scuola.