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Metodo Ranucci: quei finti scoop per colpire Meloni. Il “cantiere” è un caso

Un uomo di Lavitola dietro l’inchiesta su presunti legami tra camorra e FdI. E quel servizio su Adria ora è un boomerang

La fronda del M5s prende le distanze dall'ex idolo Ranucci. E la Rai fa verifiche su fonti e correttezza

Una storia dai contorni inquietanti. È così che Sigfrido Ranucci, il 16 novembre scorso, aveva presentato l’inchiesta sul cantiere navale Vittoria di Adria, con l’incredibile ritrovamento dei due mitragliatori diventato l’escamotage per Mr. Report per legare fantomatici interessi illeciti della Camorra e di uomini di Fratelli d’Italia con l’attentato dinamitardo ordito invece, secondo la Procura di Roma, dal suo amico intimo Valter Lavitola. Quei contorni inquietanti dietro il cantiere strategico per lo Stato (produce motovedette militari per i Paesi mediterranei ed è stato sottoposto al golden power attirando l’attenzione di Fincantieri) ora sono diventati un boomerang per il conduttore Rai, che agli inquirenti aveva indicato proprio la pista del cantiere tra i possibili moventi della bomba piazzata davanti a casa sua l’ottobre scorso.E aveva accostato l’azione dinamitarda alla decisione presa all’indomani dell’attentato dal proprietario del cantiere, il geologo Roberto Cavazzana, di sollevare dal ruolo di amministratore delegato l’avvocato Francesco Maria Tuccillo, la fonte che il 24 settembre scorso aveva aperto le porte del Vittoria alla troupe Report, nel giorno in cui furono trovate le armi. Le indagini, infatti, non solo non hanno rilevato alcun collegamento losco tra Cavazzana e la camorra né alcun interesse privato di esponenti di Fratelli d’Italia. Ma hanno acceso i riflettori su Tuccillo, già legale di Lavitola, ex consulenti di Finmeccanica per Augusta e Piaggi come il faccendiere e i cui rapporti con Ranucci risalirebbero al 2021, quando fu oggetto di un’interrogazione parlamentare di Italia Viva su un presunto compenso in merito a informazioni sulla vicenda Renzi-Ethiad-Piaggio Aerospace.Senza contare che quei contorni inquietanti, oggi, riguardano l’interesse di Report nell’inchiesta sul cantiere, visto che fino al momento delle riprese non erano state trovate le armi né c’era stato alcun attentato, ma solo una regolare acquisizione della proprietà da parte di Cavezzana dopo il fallimento della società dei fratelli Duò. Eppure, la scoperta delle armi apre la strada alla costruzione di un «filo nero» tra i fantomatici traffici illeciti del cantiere e il coinvolgimento di FdI.Una questione, quella del partito di Giorgia Meloni, tutt’altro che marginale, se pensiamo che addirittura, come scrive il pm «tale stato di crisi societaria, sempre secondo Ranucci, avrebbe alimentato interessi trasversali tra i quali quelli di un gruppo politico legato verosimilmente al partito Fratelli d’Italia allora rappresentato da Alberto Patergnani, già segretario provinciale di Fratelli d’Italia e membro della segreteria politica del senatore Luca De Carlo».Una puntata, quella sul cantiere con l’ombra di FdI che, stranamente, avviene a ridosso delle elezioni regionali in Veneto del novembre 2025. Ma l’accostamento tra il partito e Patergnani non aveva alcuna fondatezza: l’unico collegamento stava nella presenza all’interno del cantiere della fidanzata di Patergnani, Stefania Duò, peraltro figlia dei vecchi proprietari, che svolgeva meramente un ruolo impiegatizio nell’azienda.Ha simulato per mesi di essere vittima di intimidazioni, fino a inscenare un attentato alla propria casa Per questo i carabinieri di Bassano del Grappa hanno perquisito Adriano Cappellari (foto sopra), collaboratore esterno di testate giornalistiche locali, che adesso è indagato dalla procura per incendio, calunnia, simulazione di reato e procurato allarme Fratelli d’Italia in ogni dove. O, almeno, questa è l’impressione che emerge dalle dichiarazioni, rese ai pm o in commissione Antimafia, da Sigfrido Ranucci. Diversi i nomi che, in modo più o meno diretto, sono stati da lui pronunciati. La presidente della bicamerale Chiara Colosimo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, il deputato Gimmi Cangiano e ora il senatore Luca De Carlo, legato dalla fabbrica delle notizie di Report all’inchiesta sul cantiere navale Vittoria di Adria, dove il 24 settembre scorso la troupe del programma di Rai3 ha incredibilmente scoperto due mitragliatrici. E quando tre settimane dopo il commando campano ha messo la bomba davanti casa del giornalista, Ranucci ha arbitrariamente collegato l’attentato all’inchiesta di Report su fantomatici interessi di Fdi nel Vittoria, per gettare ancor più fango sul partito di Giorgia Meloni. A intervenire per chiedere immediata chiarezza, infatti, è il Vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Massimo Ruspandini. «Quanto emerge dall’inchiesta sul servizio di Report legato al Cantiere Navale Vittoria è di una gravità inaudita.Stando a quanto riportato da Il Giornale, la trasmissione sembrerebbe essere usata per scopi che con il giornalismo libero non c’entrano nulla», ha detto Ruspandini «Ranucci ha utilizzato Report per favorire il suo amico del cuore Val ter Lavitola? Quanti servizi sono stati fatti su commissione di faccendieri? E soprattutto: lo faceva per un tornaconto personale o perché è l’utile idiota di Lavitola? A queste domande aspettiamo delle risposte chiare. Gli italiani pagano il canone e hanno il sacrosanto diritto di sapere se la Rai è ridotta a fare dossieraggi e favori a determinate cordate», ha tuonato. Ma il dossier Ranucci scotta anche sul tavolo della Rai: oggi, infatti, si terrà l’ultima riunione del Cda della tv di Stato prima della pausa estiva, in programma. Si attendono ancora le conclusioni delle verifiche del Comitato Etico su quanto emerso dalle indagini che hanno spinto la procura di Roma a indagare Valter Lavitola per l’attentato al giornalista dello scorso ottobre: sotto la lente, eventuali violazioni del Codice Etico. In azienda, dopo la sospensione delle repliche estive di Report e l’attivazione delle verifiche interne, c’è però massima cautela.Nessuna scelta affrettata, anzi.Non si può però escludere che i consiglieri sollevino la questione per comprendere in quale direzione si vuole andare circa il futuro di uno storico programma della rete.


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