Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:20
La stretta sui migranti

Migranti, fermo nave e multa per la Ong tedesca: “Rispondiamo con una nuova missione”

Sea-Watch invierà nel Mediterraneo la piccola “Aurora” e si lamenta delle conseguenze della “disobbedienza civile”

“Strategia internazionale contro le Ong”. Scatta il soccorso rosso pro migranti per la Sea Watch

Se da una parte una Ong tedesca ha trovato ancora giudici che smontano i decreti del governo, come è accaduto a Medici senza frontiere con la Geo Barents, dall’altra parte un’altra nave viene sanzionata. È il caso di Sea-Watch, un’altra Ong tedesca, la cui nave omonima, la Sea-Watch 5 è stata fermata dall’amministrazione nel porto di Trapani. Il motivo è, ormai, sempre lo stesso: nonostante le fosse stato assegnato un altro porto, nello specifico quello di Marina di Carrara, la nave ha scelto arbitrariamente un altro porto. Un’azione in autonomia, che ha delle conseguenze: 20 giorni di fermo e 10mila euro di multa.

Migranti, altra sentenza pro Ong: annullato il terzo fermo per la Geo Barents

“La punizione nei confronti di Sea Watch per l'azione di disobbedienza civile in difesa del diritto internazionale è purtroppo in linea con l'approccio repressivo che il governo sta adottando in maniera sempre più aggressiva nei confronti delle libertà e dei diritti civili. Tutto ciò nel silenzio della politica sull'ecatombe nel Mediterraneo dove solo negli ultimi giorni hanno perso la vita altre circa 65 persone, morte annegate o di stenti alla deriva, in attesa di soccorsi”, ha dichiarato Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch. Il cortocircuito è evidente: se si sceglie di fare disobbedienza civile, come indica il nome stesso, allora si è consapevoli di violare una legge nella quale non ci si riconosce. Quindi ci si assume la responsabilità delle proprie azioni. Ma le Ong sanno quel che fanno: finora i giudici hanno spesso sospeso i fermi nave, poi annullando tutto, quando una nave Ong ha violato il “decreto Piantedosi”. Quale sarà la sorte di questo caso non è dato saperlo, è pressoché sicuro che l’organizzazione farà ricorso, nonostante esistano sentenze del Tar che ricordano come solo le autorità possano stabilire i porti di sbarco in base a criteri che non devono essere rivelati, tra cui la sicurezza nazionale.

Il Tar dice basta ai blitz delle Ong. "È il Viminale a stabilire il porto di sbarco"

E come se fosse una ripicca, la stessa Ong ha annunciato la partenza di una nuova missione per rispondere al blocco di Sea-Watch 5, stavolta con una barca piccola, l’Aurora, un veliero che per le sue caratteristiche non può essere assegnato a porti lontani. Nella nota dell’Ong tedesca, infatti, si legge: “Sea-Watch risponde con una nuova missione della nostra nave veloce Aurora”. Una sfida aperta che, tra ricorsi e nuove partenze, sembra non voler trovare una sintesi definitiva tra il rispetto delle leggi e le strategie di pressione politica.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.