L’Italia che racconta la sinistra, quella del “accogliamoli tutti”, quella che vorrebbe che ogni straniero si trasferisse in Italia, non esiste. Gli italiani sono sempre stati un popolo accogliente, hanno sempre aperto le proprie porte a chiunque abbia voluto vivere in questo Paese, ma la condizione è sempre stata che ci dev’essere necessariamente rispetto. Da troppi anni gli italiani vedono varcare i confini del Paese a soggetti che non hanno diritto di entrarvi, che una volta arrivati non si integrano e che, peggio, compiono reati e minano la sicurezza del territorio. È sbagliato generalizzare sia in un senso che nell’altro, per questo motivo è necessario che chi non ha i requisiti lasci l’Italia per fare in modo che chi, invece, ha il diritto all’assistenza.
Secondo un sondaggio condotto da Swg il 76% degli italiani è d'accordo nel facilitare l'espulsione di immigrati condannati per reati. Non è razzismo, è voglia di legalità e di giustizia in un Paese dove troppo spesso si ha la percezione che non vi siano. Di contro, il 16% degli italiani si dice contrario a provvedimento in tal senso. Ma facendo un ragionamento molto semplice, in quel 76% di italiani che si dicono d’accordo ci sono necessariamente numerosi elettori della sinistra, che però non sembra voler cogliere i messaggi che in questa, e in altre occasioni, i suoi elettori hanno lanciato.
La sinistra preferisce portare avanti la narrazione dell’accoglienza indiscriminata, nel divieto alle espulsioni e ai Cpr, andando contro il proprio elettorato. Il 49% degli elettori, inoltre, si è detto favorevole a un blocco navale, ossia vietare l’attraversamento delle acque territoriali in condizioni eccezionali in base al decreto sicurezza di recente approvato dal governo. Anche in questo caso gli italiani che sostengono di non essere d'accordo sono una minoranza, che si attesta attorno al 21% mentre sul ricongiungimento familiare, ossia sulla possibilità che ci possa essere una stretta, la situazione è più bilanciata. Il 45% degli intervistati si è detto favorevole e il 42%, al contrario, non è d’accordo con questa possibilità.
Il vero nodo della questione non va letto solo in base ai numeri, perché si è creata una profonda frattura di classe che la sinistra ha smesso di analizzare e preferisce ignorare. Mentre i radical chic invocano l'accoglienza dalla Ztl, sono i cittadini comuni a misurarsi con il fallimento dell'integrazione ogni giorno quando escono di casa e si sentono in pericolo.
E volendo leggere questi dati su un registro più ampio, quel 76% di italiani, che è un’enormità, che chiede l’espulsione dei soggetti che hanno commesso reati sta chiedendo anche che le scarse risorse della sanità, della scuola e dei servizi sociali siano destinate a chi rispetta il patto di cittadinanza.