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"Accertamenti sulla schedatura dei prof". Il ministero dell'Istruzione spegne le polemiche

La precisazione del sottosegretario Frassinetti: "Solo studenti che segnalano propaganda in classe”

"Accertamenti sulla schedatura dei prof". Il ministero dell'Istruzione spegne le polemiche
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Il ministero dell'Istruzione e del Merito risponde alle polemiche. Il dicastero guidato da Giuseppe Valditara ha reso noto l'avvio di accertamenti sulle presunte schedature o liste di proscrizione nelle scuole targate Azione studentesca, movimento di studenti di destra. Sul punto è intervenuto il sottosegretario Paola Frassinetti: "Da quanto risulta al momento si tratta di un'iniziativa autonoma promossa da alcuni studenti, che avrebbero effettuato una sorta di sondaggio anonimo. Non si tratterebbe di una 'schedatura' o di liste di 'proscrizione', stante l'anonimato, ma di una iniziativa simile ad altre e riconducibili a sensibilità e posizioni politiche diverse. La scuola deve rimanere un luogo di confronto libero, pluralista e rispettoso".

La bufera è esplosa nella giornata di ieri. Secondo quanto emerso, in alcuni istituti da Nord a Sud sarebbero comparsi striscioni e manifesti della campagna "La nostra scuola" per invitare gli studenti a rivelare "i professori che fanno propaganda". L'iniziativa di Azione Studentesca avrebbe l'obiettivo di realizzare un report nazionale attraverso un questionario con poche domande come "hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni? Descrivi uno dei casi più eclatanti".

La reazione della sinistra non s'è fatta attendere. Elisabetta Piccolotti di Avs ha annunciato una interrogazione parlamentare e ha citato anche il ventennio: "L'obiettivo di questi giovani non è impedire la propaganda politica, che nessuno ha mai fatto in classe, ma far intendere ai docenti che di loro bisogna aver paura, perché hanno il potere di segnalare al ministero di Valditara, in maniera del tutto arbitraria ed essendo presi in considerazione, quegli insegnanti che osano parlare in classe di temi come l'immigrazione, il cambiamento climatico o l'educazione sessuo-affettiva. Pensano che chi non la pensa come loro debba essere ammonito, limitato, esposto al pubblico ludibrio, sanzionato. Tutto questo é già accaduto nella storia del paese, durante il ventennio".

Anche M5s e Pd sulla stessa lunghezza d'onda, con le dem Irene Manzi e Cecilia D'Elia che hanno chiesto al Governo di "esprimere fermamente la propria condanna verso queste azioni". Questa, invece, la sottolineatura di Davide Faraone di Italia Viva: "La parte più inquietante, però, è il silenzio del ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara: nessuna parola sulla libertà d’insegnamento, nessuna presa di distanza. E tace anche Giorgia Meloni. Questa non è una goliardata studentesca ma un riflesso culturale.

È l’idea che la scuola non debba formare coscienze critiche ma produrre quieto vivere. E allora il problema è il metodo, la delazione mascherata da partecipazione. Le schedature non migliorano la scuola. La intimidiscono. E una scuola intimorita non educa: addestra".

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