La prudenza è d’obbligo. Ma prudenza non significa voltarsi dall’altra parte. La vicenda di Modena, con al centro Salim El Koudri, continua a sollevare interrogativi e secondo il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri il punto è capire se ci si trovi davanti soltanto a un caso di disagio psichico oppure se, accanto a questo elemento, esistano profili ulteriori da approfondire, anche sul piano dei rapporti, dei contatti e del contesto politico che si sta muovendo attorno alla vicenda.
L’esponente azzurro ha annunciato un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e ha messo in fila una serie di domande: dai materiali informatici che sarebbero stati sequestrati, ai manoscritti rinvenuti, fino all’eventuale uso di criptovalute. Ma non solo. Il senatore ha chiesto anche di fare luce sul quadro che circonda El Koudri, compreso il ruolo dell’avvocato difensore Fausto Gianelli, entrato nel dibattito pubblico con toni polemici.
“La vicenda di Modena merita certamente approfondimenti per capire chi sia realmente Salim El Koudri”, recita la nota di Gasparri: “Si dice che sia una persona con un disagio psichiatrico e non un radicalizzato. Ma, del resto, tanti radicalizzati fondamentalisti islamici, che hanno seminato il terrore arrivando fino ad immolare la propria vita, non potevano certo essere considerate persone in una normale condizione psichiatrica. Per cui è difficile distinguere il confine tra l'estremismo ed il disagio mentale di fronte a tante vicende degli ultimi decenni”.
“Con un'interrogazione al Ministro dell'Interno, nel rispetto delle indagini in corso, chiedo di sapere se rispondano al vero le notizie che circolano su molti siti ed organi di informazione in relazione a Salim El Koudri. Se è vero che, durante le perquisizioni, siano stati trovati cinque telefoni cellulari, quattro computer, due hard disk, due chiavette USB, un tablet ed altri materiali elettronici a sua disposizione, e cosa sia emerso da numerosi manoscritti, agende, block-notes rinvenuti. Se ci fosse anche traccia dell'uso di criptovalute. Come può una persona disoccupata essere regolarmente in possesso di tutti questi strumenti elettronici?”, ha proseguito Gasparri.
Come evidenziato in precedenza, per il parlamentare forzista è necessario anche analizzare il contesto politico che si sta formando intorno a El Koudri: “Perché, ad esempio, l'avvocato che lo difende, Fausto Gianelli, posto che la difesa è un diritto da garantire a chiunque, è entrato nel dibattito con toni polemici anche nei miei confronti e risulta essere collegato a una serie di iniziative politiche orientate in una determinata maniera? Avrebbe partecipato, nel suo pieno diritto, a incontri politici sulle tematiche della Palestina ed avrebbe preso parte a iniziative giudiziarie sempre attinenti a questi temi. C'è quindi una rete di persone che si muove intorno a Salim El Koudri? Ci sono contatti e rapporti con chi sostiene determinate tesi politiche? Ciò di per sé non eliminerebbe il problema del disagio psichico, ma metterebbe in luce altri elementi che devono essere pur valutati. Quindi soltanto domande, riflessioni, dubbi. Ma più che leciti. Tra l'altro, alcuni magistrati hanno ridimensionato molto l’ipotesi del ‘disagio psichico’. Insomma, siamo di fronte a un pazzo isolato o a una persona che può unire una vena di follia con l'estremismo fondamentalista? È giusto non speculare su queste vicende, ma è anche giusto non minimizzare tutta una serie di dettagli che devono essere approfonditi”.
Da Gasparri arriva una richiesta precisa: evitare che la pista del disagio mentale
diventi una scorciatoia per archiviare aspetti che potrebbero rivelarsi decisivi. Per il senatore di FI, dunque, la vicenda deve essere letta nella sua interezza, senza cedere né alla speculazione né alla minimizzazione.