Morto Giulio Andreotti, le reazioni del mondo della politica

Le personalità della politica italiana ricordano Giulio Andreotti

Morto Giulio Andreotti, le reazioni del mondo della politica

"Un attore di primissimo piano di oltre sessant'anni di vita pubblica nazionale". Con queste parole una nota di Palazzo Chigi ricorda Giulio Andreotti, deceduto questa mattina nella sua casa di Roma. Alle parole del premier, Enrico Letta, fanno eco quelle del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che omaggia "uno dei grandi protagonisti della storia italiana dal dopoguerra a oggi".

A tratteggiare il profilo di "un protagonista di primo piano della storia italiana e uno dei più noti sullo scenario internazionale" anche il presidente della Camera, Laura Boldrini, mentre il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, si affida al "tempo e la distanza", che "consentono una valutazione delle persone con maggiore serenità".

Accanto alle parole dell'esecutivo, quelle del Presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio alla famiglia Andreotti, rivolgendo "l'estremo saluto della Repubblica a una personalità che ne ha attraversato per un cinquantennio l'intera storia", demandando a "valutazioni approfondite e compiute solo in sede di giudizio storico" l'ultima parola "sulla lunga esperienza di vita" e "l'opera da lui prestata".

Il presidente dei senatori Pdl, Renato Schifani, ricorda la scomparsa di "un simbolo della nostra vita democratica", che "è stato capace di segnare tanti momenti fondamentali delle nostre istituzioni". Gianni Alemanno ricorda il Divo "a nome di tutta la città di Roma", parlando dell'uomo politico "nato nella Capitale più rappresentativo della storia repubblicana recente". Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, lo ricorda come "autore e fautore di mille mediazioni dovrà, anche dopo la fine della vita terrena, accettare un dibattito a più voci sul suo ruolo politico".

Prestigio internazionale

Massimo D'Alema tributa ad Andreotti il ruolo di un uomo che ha "mantenuto aperto il dialogo anche con forze politiche lontane dal suo pensiero", contribuendo "a consolidare il ruolo e la presenza internazionale del nostro Paese, concorrendo così in modo determinante a fare la storia dell`Italia repubblicana".

Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, ha commentato la morte di Andreotti come "grave perdita per il nostro paese", ricordando gli sforzi fatti, da premier e ministro degli Esteri, per rivendicare "la collocazione dell'Italia nell'area occidentale, accanto a tutte le democrazie libere e partecipative".

Reduce di una politica differente

"È stato un protagonista della Storia politica del '900". Uno di cui - dice Bobo Craxi - non si può "dimenticare l’impegno per una soluzione politica al 'caso Craxi', che si aprì nel decennio successivo. Andreotti appartiene a una classe politica di alto spessore e livello, forse inimitabile". Oliviero Diliberto (Pdci), ricorda "un avversario di livello, oggi i nostri avversari sono degli omuncoli, come d’altro canto anche noi".

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