Cassazione: mostrare simboli fascisti allo stadio è un reato

La Corte Suprema ha confermato la condanna per un tifoso di hockey: la maglietta indossata durante un match è sanzionabile per legge

Cassazione: mostrare simboli fascisti allo stadio è un reato

Una condanna era già arrivata in Corte d'appello a Trento. Ora la prima sezione penale della Cassazione ha confermato la decisione contro un 31enne processato per "aver fatto uso di simboli delle organizzazioni nazionaliste" durante "un incontro sportivo di hockey".

Il tifoso aveva indossato nel corso di un match una maglietta con l'immagine di Benito Mussolini e una serie di scritte "proprie dell'ideologia fascista". Una decisione sanzionata dalla giustizia, che in primo grado aveva condannato l'uomo a due mesi per violazione della legge Mancino, che prevede all'articolo 2 punizioni per "chiunque acceda ai luoghi ove si svolgono competizioni agonistiche con gli emblemi o i simboli" di una serie di organizzazioni e movimenti.

Ricorso in Appello, il 31enne tifoso si era visto commutare la pena in un'ammenda di 2.280 euro. Si era poi rivolto alla Cassazione, con la motivazione che "indossare una maglietta o un altro capo" con "motti, scritte o simbologia del partito fascista non può in sè integrare le fattispecie di reato". Aveva anche sostenuto di non voler "discriminare ed offendere l'altrui dignità". La Suprema Corte ha però rigettato il suo ricorso.

La prima sezione penale della Cassazione ha motivato la sua decisione con il fatto che "il reato sussiste per il solo fatto che taluno acceda ai luoghi di svolgimento di manifestazioni agonistiche recando con sè emblemi o simboli di associazioni o gruppi razzisti e simili", senza che sia necessaria un'iscrizione o affiliazione.

I giudici hanno anche ricordato che l'evento sportivo si svolgeva in Alto Adige, "notoriamente caratterizzato da contrasti delle opposte tifoserie". Un fatto che "integra la condotta di uso di simboli propri delle organizzazioni nazionaliste ed i comportamenti vietati e sanzionati dalla legge".