Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha confermato che, nel corso della revisione dei documenti investigativi e giudiziari legati al caso di Jeffrey Epstein, sono state individuate oltre 1.200 vittime potenziali o loro familiari, le cui identità sono state oscurate nei materiali resi pubblici. Lo ha dichiarato il vice procuratore generale Todd Blanche, precisando che le autorità hanno deliberatamente censurato nomi, riferimenti personali e qualsiasi elemento che possa consentire l’identificazione delle persone coinvolte.
La strategia per proteggere le vittime
Alcune informazioni, ha precisato, saranno censurate per proteggere i sopravvissuti a Epstein. "Stiamo esaminando ogni singolo pezzo di carta che produrremo per assicurarci che ogni vittima, il suo nome, la sua identità, la sua storia, nella misura in cui è necessario proteggerla, sia completamente protetta", ha affermato Blanche. "Ci sono molti occhi puntati su queste cose, quindi vogliamo assicurarci che quando produciamo i materiali che stiamo producendo, proteggiamo ogni singola vittima", ha aggiunto.
La dichiarazione arriva contestualmente all’avvio della pubblicazione parziale dei cosiddetti “Epstein files”, la vasta raccolta di documenti che comprende centinaia di migliaia di pagine tra atti giudiziari, materiali investigativi, fotografie, registri finanziari, corrispondenza interna delle autorità e documentazione penitenziaria. Il rilascio avviene in applicazione del Epstein Files Transparency Act, approvato dal Congresso statunitense e firmata dal presidente Donald Trump il 19 novembre scorso, e che impone la divulgazione dei materiali non classificati relativi al caso.
Nei file vi sono pochi riferimenti a Trump. Uno di questi si trova in una causa del 2020 da parte di una donna reclutata dal finanziere in Michigan nel 1994, quando aveva 13 anni. La denuncia sostiene che la ragazza, Jane Doe, fu presentata a Trump da Epstein a Mar-a-Lago, dove la presentò al tycoon. Nel 2021, la vittima ha testimoniato al processo contro Maxwell, dichiarando di aver partecipato al concorso di bellezza Miss Teen Usa del 1998, all'epoca gestito dal presidente americano.
La denuncia ignorata nel 1996 dall'Fbi
Nei documenti resi pubblici emerge una denuncia del 1996 per pornografia infantile ignorata dall'Fbi. Maria Farmer, che lavorava per il finanziere negli anni '90, aveva sollecitato a indagare su di lui. Nel 1996 aveva presentato una denuncia sull'interesse di Epstein per la pornografia infantile, circa dieci anni prima che gli investigatori iniziassero a indagare. Il caso non portò a nulla per anni, e la donna venne accusata di aver inventato la storia.
Brad Edwards, avvocato di diverse vittime di Epstein, ha affermato che se il Federal Bureau of Investigation avesse dato seguito alla denuncia di Maria Farmer negli anni ’90, Epstein avrebbe potuto essere fermato prima. Edwards ha definito “vergognoso” che il governo abbia negato per anni l’esistenza del rapporto, chiedendo un’indagine sui funzionari che ne erano a conoscenza. Il rapporto dell’FBI, reso pubblico solo di recente, non cita il nome di Farmer e omette riferimenti a Ghislaine Maxwell e ad altre figure potenti. Farmer aveva denunciato minacce, furti di fotografie di nudo delle sue sorelle minorenni e comportamenti predatori di Epstein, oltre a segnalare i suoi legami con personaggi influenti. Farmer ha infine interrotto i rapporti con Epstein dopo una violenza sessuale che ha coinvolto anche Maxwell. La sorella Annie ha poi testimoniato al processo contro Maxwell, raccontando abusi subiti quando era minorenne.
La battaglia al Congresso
La legge che ha imposto la pubblicazione dei documenti è stata approvata con un ampio consenso bipartisan, ma l’attuazione ha generato forti tensioni politiche. Diversi membri del Congresso, sia democratici sia repubblicani, hanno criticato il Dipartimento di Giustizia per non aver rispettato pienamente la scadenza prevista e per aver rilasciato materiali giudicati incompleti.
Alcuni legislatori hanno minacciato iniziative legali per ottenere una maggiore trasparenza. Il deputato democratico Ro Khanna, coautore della legge che ha imposto al dipartimento di Giustizia di rendere pubblici i documenti relativi a Epstein, si è detto "deluso" dal materiale pubblicato e ha annunciato che valuterà "tutte le opzioni" possibili per i passi successivi. "La legge prevede la pubblicazione di tutti i documenti non classificati relativi a Epstein. È evidente che non hanno rispettato tale obbligo", ha affermato Khanna. "Sebbene sia chiaro che stiano almeno cercando di rispettare la scadenza, avrebbero dovuto fare di più" ha aggiunto.
I volti noti coinvolti nei file
I documenti finora resi pubblici includono materiali relativi alle indagini su Epstein e sulla sua collaboratrice Ghislaine Maxwell, condannata nel 2021 per traffico sessuale di minori. Nei file compaiono anche riferimenti a contatti, viaggi e ambienti frequentati dal finanziere, nonché immagini in cui Epstein appare accanto a personaggi pubblici. Le autorità hanno ribadito che la presenza di nomi o immagini nei documenti non implica automaticamente responsabilità penali.
Tra le migliaia di documenti relativi alle indagini figurano diverse fotografie inedite dell'ex presidente Bill Clinton con il finanziere e Maxwell. Un'immagine mostra Clinton a torso nudo in una vasca idromassaggio accanto a un'altra persona il cui volto è oscurato. Ci sono altre foto di Clinton che nuota in una piscina adiacente con la Maxwell. Le immagini mostrano un'altra donna, anche lei col volto oscurato, che nuota con Clinton e la Maxwell. Clinton non è mai stato accusato di alcun illecito riguardo alla sua relazione con Epstein, interrotta prima del suo arresto per accuse federali nel 2019.
L'ex principe britannico Andrea compare anch'egli in una delle foto rilasciate. L'immagine lo ritrae sdraiato su due donne, la cui identità è oscurata.
Maxwell è in piedi in cima alla foto, mentre le guarda dall'alto. Secondo un'analisi realizzata da Sky News, l'immagine sarebbe stata scattata nel salone di Sandringham House, residenza di campagna della casa reale britannica.