"Chiudi quella bocca", "Tu stai bene in Cina". L'aggressione cult Belillo-Mussolini nel 2001

L'esponente del Partito dei Comunisti Italiani lanciò un microfono contro la deputata di Alleanza Nazionale, che rispose con un calcione, al termine di un veemente scontro verbale

"Chiudi quella bocca", "Tu stai bene in Cina". L'aggressione cult Belillo-Mussolini nel 2001
00:00 00:00

Pochi giorni fa era stato proprio Bruno Vespa a raccontare pubblicamente come dovette gestire quella situazione sotto i suoi occhi in studio: da una parta Alessandra Mussolini, dall'altra Katia Belillo. Quella andata in onda il 1° febbraio 2001 a "Porta a Porta", su Rai1, è passata inevitabilmente alla storia come una delle liti televisive più clamorose che il tubo catodico italiano abbia mai emesso. Un vero momento cult, forse leggermente sotto in classifica rispetto a quella ancora più celebre del 1991 tra Vittorio Sgarbi e Roberto D'Agostino, con tanto di schiaffo di quest'ultimo contro il critico d'arte. Ventitrè anni fa, tuttavia, lo scalpore fu più enorme perché lo scontro fisici avvenne tra due politici in piena campagna elettorale per le Politiche del successivo 13 maggio.

Lo scontro fisico tra Belillo e Mussolini

L'episodio si verifica nel corso di un lunedì pomeriggio in cui doveva essere realizzata la registrazione di una "normale" puntata del talk show condotto da Vespa. Quel blocco, nello specifico, era dedicato a una controversa sentenza della Corte di Cassazione emessa ai tempi sulle molestie sessuali commesse sul luogo di lavoro, in particolare sulle "pacche sul sedere". Il dispositivo aveva spaccato l'opinione pubblica e le due esponenti politiche stavano discutendo animatamente proprio su questo punto. Belillo, all'epoca ministra delle Pari Opportunità per il doverno Amato, è indispettita per il comportamento tenuto dalla onorevole Mussolini e le dice: "Chiudi quella bocca, ché sai solo provocare in continuazione". La deputa di Alleanza Nazionale non ci sta e replica subito: "Io credo che la vicinanza con Sgarbi (seduto a fianco della Belillo, ndr) ti abbia imbarbarito - afferma -. Io posso parlare perché siamo in democrazia e non nei regimi comunisti che tu vorresti imporre".

La militante del Partito dei Comunisti Italiani le ribatte: "Ma stai zitta, sto parlando io e cerca di tacere". "Io non taccio è parlerò fin tanto che potrò", risponde Mussolini, la quale dovrà ulteriormente rispondere a un'altra provocazione della Belillo, che aveva poi proseguito: "Ti chiami Mussolini e questo basta". La parlamentare di An risponde con forza: "Guarda, a te do del tu perché tu non meriti né del lei né del voi. Manchi di rispetto a tutti". Passa qualche minuto e si arriva al culmine della litigata. La ministra afferma: "Se tutte le donne sul posto di lavoro vengono molestate, alla fine c'ha ragione Sgarbi e allora dividiamo, come in altri Paesi dove vige la regola religiosa...". Non fa in tempo a chiudere il ragionamento che la sua interlocutrice le dà sopra con la voce: "Sì, come in Cina, dove stai bene tu". Pochi istanti e la Belillo scatta in piedi e l'aggredisce con il microfono che aveva addosso, ricevendo a sua volta un calcione da Mussolini, rimasta "comodamente" seduta. Le due contendenti vengono separate a forza e Rai1 va a nero.

Il racconto di Bruno Vespa

Lo scorso 28 febbraio, in occasione della trasmissione dedicata ai 70 anni della televisione italiana condotta da Massimo Giletti, ha dichiarato in merito a quell'episodio: "Devo confessarlo, io avrei eliminato quell'aggressione - rivela -. Il mio rispetto per le istituzioni era tale per cui non lo avrei mandato in onda. Ma il giorno dopo scoprii che in realtà entrambe volevano che diventasse pubblico, e figurati se io mi metto a fare il censore.

Io lo avrei fatto per un rispetto loro e del Parlamento. Dopo di che, se erano contente loro io ci andavo a nozze". E così effettivamente fu: andò in onda integralmente e diventò un vero e proprio "classico" delle litigate in televisione.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
ilGiornale.it Logo Ricarica