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Nordio: "Se ci sarà un rinvio del referendum sarà breve"

Il ministro della Giustizia sulla decisione della Cassazione: "Bisognerà fare un'integrazione al quesito referendario". Oggi il Cdm si riunisce alle 12

Nordio: "Se ci sarà un rinvio del referendum sarà breve"
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La Cassazione ha accolto il nuovo quesito per il referendum sulla Giustizia. Slitterà la data? "È appena successo. Leggeremo", risponde il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervistato dal Corriere della Sera. "Pare che si tratti di un'ordinanza estremamente complessa che va studiata attentamente. Certamente bisognerà fare un'integrazione al quesito referendario, ma questo non dovrebbe avere conseguenze sulla data del referendum. In ogni caso si tratterebbe di uno slittamento molto breve".

Il Guardasigilli si sofferma anche sui rischi sicurezza per il Paese, con un riferimento agli anni bui delle Brigate rosse. "Quei tempi non torneranno uguali, ma possono presentarsi problemi analoghi. Questi scalmanati violenti e le Br hanno una sola cosa in comune: l'odio profondo verso la democrazia e la civiltà occidentale. L'inerzia dello Stato di fronte a queste nuove forme di criminalità potrebbe favorirne l'evoluzione qualitativa riportandoci agli anni di piombo senza nemmeno conoscere l'ideologia del nemico. Ecco perché la risposta deve essere efficace e immediata. Abbiamo sconfitto le Br mantenendoci nell'ambito della legalità costituzionale. Lo faremo con questi teppisti che non hanno nemmeno l'alibi di un ideale".

Sulla scarcerazione dei violenti di Torino Nordio ieri a margine di un convegno aveva affermato: "A livello di sentimento l'indignazione credo sia più che normale. Per quanto riguarda la legge i casi sono due: o i magistrati non hanno applicato le leggi, e allora c'è da indignarsi, oppure hanno applicato le leggi ma significa che sono inadeguate e quindi vanno cambiate. Ed è quello che noi stiamo cercando di fare. Da magistrato io sono abituato a giudicare secondo gli atti che vengono portati a conoscenza del giudice.

Certo, l'indignazione credo sia generale sulla circostanza di una persona che ha preso a martellate e stava per uccidere un appartenente alle forze dell'ordine e che il giorno dopo va agli arresti domiciliari - aggiunge - Se l'indignazione dipende dal fatto che la legge è insufficiente, ecco la ragione per cui le leggi le stiamo cambiando".

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