Prosegue l’inchiesta sull’utilizzo creativo dei fondi dell’Ue: più si scava tra i meandri di Bruxelles e di Strasburgo, più emergono finanziamenti che appaiono inutili alle logiche comunitarie. Tra le elargizioni più interessanti che si individuano ci sono quelle per l’integrazione degli stranieri nel tessuto sociale europeo attraverso lo sport e la cultura. Ancora una volta è l’onorevole Silvia Sardone, vicesegretario della Lega ed eurodeputata, a “mettere le mani” tra i faldoni per scartabellare le iniziative promosse dall’Unione europea.
“I fondi europei seguono sempre più spesso logiche ideologiche che generano enormi sprechi. Analizzando i finanziamenti dell’Unione europea destinati a studi e progetti sull’immigrazione, emergono iniziative discutibili e dagli obiettivi poco chiari”, ha dichiarato Sardone, rendendo note alcune delle iniziative finanziati con i soldi pubblici a disposizione dell’Ue. Figurano, per esempio, un’iniziativa da 250mila euro coordinata dalla federazione irlandese di padel per favorire l’accettazione degli stranieri, un progetto sul ruolo del calcio nell’emancipazione dei giovani rifugiati per 750mila euro e un altro legato alla pallacanestro da 60mila euro. E ancora, un altro da 60mila euro dedicato all’inclusione attraverso gli sport di strada.
C’è poi l’arte come strumento di inclusione, con 200mila euro destinati a promuovere la partecipazione dei migranti alla vita sociale e culturale tramite la street art e altri 265mila per studiare il ruolo dei lavoratori migranti nella politica di decarbonizzazione energetica. Emergono poi due studi particolarmente onerosi: uno da 2milioni di euro sui collegamenti nascosti tra migranti e società attraverso il cibo e i circuiti alimentari e uno da 1,5 milioni di euro per analizzare come i social network possano aumentare la vulnerabilità economica dei migranti. Ci sono poi 810mila euro che sono stati stanziati per un progetto di storytelling digitale dedicato alla loro integrazione.
E ancora, si legge nella nota di Silvia Sardone, ci sono 183 mila euro destinati all’Università Ca’ Foscari per uno studio che “riscrive” le identità dei migranti attraverso la letteratura femminile, mentre quasi 2 milioni finanziano un progetto sul cinema africano e sulla “decolonizzazione degli studi cinematografici e televisivi”. E ancora, è emersa un’iniziativa da 2,5 milioni di euro che punta a individuare le migliori strategie per proteggere gli immigrati irregolari. “In totale, oltre 10 milioni di euro solo per questi progetti.
E si tratta appena della punta dell’iceberg: centinaia di altre iniziative vengono finanziate con i soldi dei contribuenti, destinate a università, ONG e associazioni legate al mondo dell’accoglienza. È sempre più assurdo assistere a una simile pioggia di fondi per inseguire scopi ideologici così distanti dalle reali esigenze delle famiglie e delle imprese europee”, ha concluso l’onorevole.