RomaDopo una mattinata piuttosto tesa, con i big del Pdl a «sparare» sullesecutivo per ricambiare laffondo di due giorni fa di Mario Monti, alla fine un primo segnale arriva. E lesecutivo finisce per essere battuto in Senato su un emendamento dellIdv che abroga un articolo del decreto sulle commissioni bancarie che contiene una norma sulle pensioni dei manager pubblici. Due le conseguenze: cancellate le commissioni per il correntista che va sotto fino a 500 euro se per non più di sette giorni consecutivi e stop ai trattamenti previdenziali privilegiati anche per i dirigenti pubblici che con il tetto agli stipendi hanno subito una riduzione delle retribuzioni. Favorevoli in 124 (Italia dei valori, Lega e Pdl), contrari 94. Con un evidente contraccolpo per il governo e per Monti che allindomani della dura presa di posizione contro Angelino Alfano e il Pdl si ritrova proprio senza i voti di quel pezzo di maggioranza. Insomma, anche se il ministro per lo Sviluppo economica Corrado Passera non vede alcuna «fibrillazione» tra i partiti che sostengono lesecutivo è chiaro che un problema esiste. Magari enfatizzato dallavvicinarsi dalla tornata amministrativa, certo. Ma sostenere che la vita della maggioranza scorre tranquilla pare davvero ottimistico nonostante un Silvio Berlusconi che getta acqua sul fuoco e invita alla cautela perché «lunica alternativa a Monti sono le elezioni» e per il Pdl sarebbero una vera e propria debacle, con la conseguenza che nel 2013 sarebbe lasse Pd-Idv-Sel ad avere la golden share per la nomina del successore di Giorgio Napolitano al Quirinale. Un dettaglio non da poco.
E che la linea del Cavaliere sia quella della «cautela» lo confermano le dichiarazioni di ieri sera di Monti. Con il premier che prende decisamente le misure rispetto a due giorni fa e precisa che le sue critiche non erano certo riferite ad Alfano. Non a caso Osvaldo Napoli parla di «chiarimento apprezzabile». «Prendiamo atto - spiega il vicecapogruppo del Pdl alla Camera - della precisazione del premier. Adesso si torni tutti ai remi per riprendere la navigazione».
Navigazione che non sarà comunque semplicissima. Perché a via dellUmiltà - «via dellUmiliazione», lha ribattezzata qualche dirigente che contesta il sostegno a Monti - si allarga la frangia degli insofferenti, sempre più critici con lesecutivo. Durissima lala degli ex An, per esempio. Tanto che il vicepresidente vicario dei deputati Massimo Corsaro non esita ad accusare Monti di essere stato «scientemente bugiardo» sullImu oltre a contestare al «governo dei tecnici» di essere «incapace» tanto da nominare altri tecnici come Enrico Bondi. «Un paradosso», attacca Corsaro. «Questo governo sta prendendo i peggiori vizi della politica», gli fa eco il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa. Mentre il presidente dei senatori Maurizio Gasparri invita Monti a «scendere da cavallo» e «cambiare atteggiamento». Ma le critiche arrivano anche da molti ex Forza Italia, da Guido Crosetto a Renato Brunetta. E pure uno che ha sempre predicato «responsabilità» nei confronti dellesecutivo come Fabrizio Cicchitto ci va giù duro e accusa Monti di «faziosità» e di «cambiare le carte in tavola».
A fine giornata - e chissà che non abbia inciso lincidente al Senato - le acque si vanno però calmando. Il premier di fatto «ritratta» le dichiarazioni di due giorni fa o, come dice il vicepresidente dei senatori Gaetano Quagliariello, «cambia rotta». E il Pdl lima il testo del ddl da presentare in Parlamento - quello annunciato da Alfano - per consentire compensazioni con le rate delle tasse agli imprenditori che vantano crediti nei confronti dello Stato. Passa, insomma, la linea low profile del Cavaliere.
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