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Persino Bonelli condanna le violenze. Ma Schlein e Conte le giustificano e attaccano la Meloni

Il leader del M5S e la segretaria del Pd non rispondono all’appello della premier e non condannano le violenze

Giuseppe Conte ed Elly Schlein uniti. Dopo la richiesta avanzata da Giorgia Meloni alle opposizioni di condannare duramente le violenze che si sono registrate oggi durante i cortei degli studenti per il ‘No Meloni day’, i leader di Pd e M5S si schierano al fianco dei violenti.

No, nessuna condanna, a differenza del leader di Europa Verde Angelo Bonelli che, nella sua dichiarazione, prima di attaccare la premier, quantomeno premette: “Presidente Meloni, noi condanniamo sempre e senza ambiguità ogni forma di violenza”. Poi, ovviamente, punta il dito contro il capo del governo che “dovrebbe chiedere scusa agli studenti e agli insegnanti italiani” perché “mentre le scuole cadono a pezzi, gli edifici scolastici sono insicuri e i nostri docenti sono tra i meno pagati d’Europa, il suo governo - dice Bonelli - ha scelto di destinare miliardi al riarmo anziché investire nell’istruzione pubblica”. Poi conclude: “È questa la sua idea di futuro per le giovani generazioni? La scuola ha bisogno di risorse, sicurezza e dignità, non di essere sacrificata sull’altare delle spese militari”.

La segretaria del Pd, Elly Schlein, in un reel registrato da una pompa di benzina, invece, difende gli studenti e dice: “Mentre il governo Meloni se la prende con chi protesta, i prezzi dei carburanti rimangono alle stelle. La situazione è insostenibile”. Davanti alla tabella dei prezzi dei carburanti, Schlein attacca: “Non è colpa degli studenti che protestano se non riescono a pagare gli affitti e le scuole cadono a pezzi. Il governo si occupi di dare risposte concrete, questo dovrebbe fare”. E ancora: “Meloni pensi agli italiani anziché prendersela con loro”. Giuseppe Conte, invece, sui suoi canali social, interviene con una frase di circostanza: “Non ci si nasconda dietro alle violenze, che tutti condanniamo senza se e senza ma sempre”. Una condanna che non condanna tanto che, poi, ammonisce: “Il Governo invece di dire alle opposizioni cosa devono fare e cosa devono dire guardi in faccia i suoi disastri e la realtà dopo aver pensato solo alla legge elettorale e a programmare 14 miliardi extra su armi e difesa”. Insomma, il leader del M5S sembra quasi dire a Meloni ‘non farci la morale’. Conte, poi, conclude: “Servono interventi urgenti: un tetto sul prezzo del carburante, interventi emergenziali prendendo risorse anche dagli extraprofitti dei colossi energetici anziché ringraziarli. Servono misure straordinarie e immediate dopo aver perso tanto, troppo tempo”.

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