Francesca Albanese viene messa in dubbio dai governi per le sue esternazioni discutibili? Nessun problema: gli artisti si mobilitano in suo sostegno. Sembra non esserci un nesso logico, eppure è quanto sta accadendo perché da una parte ci sono apparati governativi che chiedono vengano fatte verifiche sull’opportunità che la relatrice speciale dell’Onu prosegua nella sua mansione per la Palestina viste e considerate le sue parole nell’ultimo anno. Una richiesta legittima, considerando ciò che rappresenta l’Onu e il suo valore, dall’altro ci sono un manipolo di artisti che si posizionano acriticamente al fianco di Albanese con una lettera aperta indirizzata principalmente alla Francia, che di recente ha chiesto che la relatrice venisse rimossa dal suo incarico.
In realtà si tratta di una lettera piuttosto scarna di argomentazioni, che inizia parlando di “guerra genocida” con il riporto di due frasi pronunciate da Jean-Noël Barrot, ministro degli Affari esteri francese, e da Emmanuel Macron sulla tutela del diritto internazionale. “Dall'inizio della guerra genocida che Israele conduce contro la striscia di Gaza, la Francia agisca all'opposto”, scrivono gli artisti. “Attraverso un sostegno politico, diplomatico, morale e materiale, lo Stato francese, sull'esempio di molti suoi omologhi europei, ha permesso a questo massacro insensato di continuare, contravvenendo così alla totalità dei suoi obblighi giuridici”, scrivono ancora. Quel che stupisce è che questo comunicato potrebbe essere frutto di una banale assemblea di istituto in un qualunque liceo italiano italiano, o di una riunione di centro sociale, per i suoi contenuti e toni, non di artisti che vorrebbero porsi come esponenti della cultura.
Proseguendo nella lettura si trova un passaggio in cui gli artisti accusano Israele di aver revocato la “registrazione di 37 Ong internazionali, compromettendo l'invio dell'aiuto umanitario a Gaza” e annunciato “nuovi piani di annessione della Cisgiordania”, mentre la Francia “attacca, per voce del suddetto ministro degli Affari esteri, Francesca Albanese, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati". Viene quindi ripresa la smentita di Albanese sul fatto di non aver mai detto che “Israele è il nemico comune dell'umanità” e la lettera si conclude con gli artisti che esprimono “sostegno a Francesca Albanese, difenditrice del diritto dei popoli, dunque, anche, del popolo palestinese, a esistere. Questo ordine internazionale criminale, questo sistema, non potrebbe avere l'ultima parola. È una semplice questione di sopravvivenza collettiva.
Siamo infinitamente più numerosi, ai quattro angoli della Terra, a volere che la forza non faccia più legge”. I firmatari sono poco più di 150 e tra questi ci sono anche Asia Argento, Javier Bardem, Anna Foglietta, Annie Lennox, Laura Morante e Mark Ruffalo.