Grillo: "Di Pietro presidente della Repubblica"

Di Pietro, sul Fatto Quotidiano, ammette il suo fallimento: "L'Idv è finita domenica sera a Report". E Grillo lo candida come presidente della Repubblica. Lui: "Troppa grazia". Sarà solo una manovra per fregargli gli ultimi voti rimasti?

Ha provato a dissimulare e a far finta di nulla, ma alla fine Antonio Di Pietro ha dovuto fare i conti con la realtà. Cioè la morte del suo partito. Il colpo ferale è stato inferto da Report di Milena Gabanelli (capace di decretare il decesso mediatico del partito nonostante anni di inchieste sui giornali nazionali avessero già in passato svelato le anomalie di Tonino nella gestione economica dell'Idv). Ma il sentore che l'Italia dei Valori avesse esaurito la sua forza e la sua capacità attrattiva era nell'aria da tempo.

La novità è che adesso è l'ex pm a certificare la realtà. Lo fa in una intervista al Fatto quotidiano nella quale ammette che "l’Italia dei Valori è finita domenica a Report", che "mediaticamente siamo morti" e che senza l'aiuto degli elettori "a maggio andiamo a casa, killerati dal sistema che non ci vuole più". Insomma, per l'ex pm il suo partito è stato vittima "di un killeraggio, di un sistema politico e finanziario che non ha più bisogno di noi. Combattiamo, ma sarà dura. Porte sbarrate a sinistra, porte sbarrate ovunque, siamo isolati".

Isolamento che si è visto anche in Aula sul ddl anticorruzione, sul quale Pd e Pdl hanno trovato l'intesa lasciando all'angolo Di Pietro. Il quale ha comunque già pronta la soluzione nel caso in cui dovesse uscire dal Transatlantico. Quale? Tifare per Beppe Grillo. Sì, proprio lui. Il comico genovese del quale Tonino è amico e col quale si sente spesso al telefono, sarebbe il nuovo idolo politico.

Tra i due c'è sempre stato un rapporto di amore e odio. Il leader Idv ha più volte provato a corteggiare Grillo, lo ha avvisato che "se resti solo, questi (cioè i politici, ndr) ti fregano" e che bisogna andare oltre la mera protesta. Adesso, la storia si è capovolta. E lui che fino a qualche mese fa si proponeva come "alternativa di governo", rischia di trovarsi a fare da supporter alla mera protesta grillina che sbarcherà in Parlamento. Come è barbaro il destino.

La strada è già tracciata. Dopo gli scandali che hanno travolto il suo partito, da Salvatore Maruccio nel Lazio a Marilyn Fusco in Liguria (solo per citare gli ultimi casi) passando per le proprietà immobiliari e i dissidi interni con la corrente più moderata capeggiata da Donadi (che non ha per niente gradito l’intervista bollandola come un "necrologio politico" e ribattendo che semmai è morto Di Pietro e non il partito) l'Idv ha annunciato un congresso a dicembre per rifondare se stessa. "Avremo le regole ancora più stringenti sui soldi che gestiscono i gruppi regionali e sui candidati per le prossime elezioni. Faremo le primarie in rete e useremo un sistema elettronico, come quello che usa Grillo, per selezionare i candidati -assicura l'ex pm - perché Grillo io lo ammiro e lo copio".

Lo stesso Di Pietro che qualche tempo addietro accusava il leader del MoVimento 5 stelle di usurpazione del copyright spiegando che "fa quello che io già facevo dieci anni fa". Nemmeno due settimane fa, un sondaggio Sgw aveva certificato un crollo dell'Idv (con una perdita, in solo due settimane, del 2% dei consensi e con una percentuale di appeal elettorale pari al 4,3%). Perdita direttamente proporzionale all'ascesa del MoVimento 5 Stelle e che paventava l'ipotesi che l'Idv non entrasse in Parlamento. Adesso che anche Di Pietro si è accorto del rischio di estinzione, non gli resta che sciogliere l'Idv, creare un nuovo movimento in cui coinvolgere Landini della Fiom (come riportato da Repubblica), e soprattutto fare il tifo per Grillo.

Un tifo ricambiato, dal momento che sul suo blog, il comico diventato politico si è lasciato andare a un'apologia di Di Pietro, encomiandolo e candidandolo, nientepopodimenoche, alla presidenza della Repubblica. Grillo perdona tutto al fedele amico. Dall'inserimento nel suo partito "di persone impresentabili come De Gregorio e Scilipoti" al non aver preso "posizioni nette sulla Tav e sul G8". Ma almeno, secondo il leader del M5S, ha mantenuto sempre la schiena dritta. E per questo "il mio auspicio è che il prossimo presidente della Repubblica sia lui". Ma i molti militanti pentastellati, a giudicare da i commenti postati sul blog, non sembrano aver apprezzato la scelta del loro leader. In serata l'ex pm risponde al comico genovese con una lunghissima lettera in cui afferma di non voler lasciare il timone dell'Idv e ringrazia Grillo per la candidatura al Colle: "Troppa grazia". Poi Di Pietro, pur mantenendo le distanze, sottolinea i molti punti in comune tra l'Italia dei Valori e il Movimento 5 Stelle: "Sappiamo bene, tutti e due, che l’IdV e il M5S, probabilmente, andranno ognuno con il proprio simbolo al prossimo appuntamento elettorale. Ma ciò non toglie che sento il bisogno di ribadire il mio pensiero: rispetto ai tanti politici di professione, che hanno rovinato l’Italia in tutti questi anni, è un bene per il Paese che sia scoppiata la reazione della società civile. Una reazione che anche tu, Beppe, anzi soprattutto Tu in questo periodo, hai saputo amalgamare e rappresentare". I due hanno cinguettato a distanza nel giro di poche ore: pacche sulle spalle e complimenti per il lavoro fatto. Dietro lo scambio di convenevoli rimane un dubbio: ci penserà Grillo a far risorgere Di Pietro o lo ammazzerà definitivamente, magari cannibalizzandogli il partito?