Primarie e riunificazione: le parole d'ordine di FI

I giovani scalpitano e le primarie tornano a fare capolino. Cattaneo: "Facce nuove, classe dirigente nuova". Fitto: "Berlusconi apra una fase nuova, le primarie danno chiarezza"

Primarie e riunificazione: le parole d'ordine di FI

Primarie e riunificazione. Sono queste le parole d'ordine che vengono scandite dagli esponenti politici di Forza Italia. I risultati delle elezioni europee hanno creato subbuglio all'interno del partito di Silvio Berlusconi, i giovani scalpitano e la consultazione interna per proclamare un nuovo leader o per certificare quello sempre esistito, cioè il Cavaliere, torna a fare capolino. L'obiettivo primario è quello di riunificare tutte le anime del centrodestra al fine di dare voce a quel popolo di moderati che "è maggioranza nel paese" (per citare le parole di Berlusconi). "Ogni frammentazione, che sia Ncd o Forza Campania, non viene mai giudicata bene dai nostri elettori. Per questo il primo obiettivo è l'unità. Se sommiamo tutto il centrodestra non siamo andati così male. Per questo lo sforzo è quello di riunire una casa comune sia a livello nazionale che locale, occorre ripartire da Silvio Berlusconi che, anche questa volta, ha combattuto come un gigante, da leader quale è, nonostante una decisione ingiusta della magistratura. Con lui si deciderà quali saranno le modalità necessarie per una nuova classe dirigente all'altezza", ha spiegato la portavoce del gruppo Forza Italia alla Camera Mara Carfagna, intervistata dal Mattino.

Ma se avvicinare la barca di Forza Italia alla sponda leghista appare impresa semplice (non per nulla il leader del Carroccio Matteo Salvini ha subito lasciato aperta la porta pur dettando alcune condizioni), fare lo stesso per la sponda di Ncd è più complicato, almeno per il momento. Tra Forza Italia e il partito di Angelino Alfano resta il gelo. "Nulla di personale ma è evidente che noi non abbiamo nulla a che fare con questo tipo di destra", così Fabrizio Cicchitto ha bocciato l'asse Fi-Lega. "A giudicare dalle prime reazioni di Fi ho molta difficoltà a vedere una riunificazione", ha detto l'ex ministro dell'Interno. Più possibilista il pensiero di Renato Schifani: "Torneremo a parlare con i forzisti, ma ci vorrà molto tempo e molto lavoro".

Dal canto suo, Berlusconi, pur nutrendo delusione e amarezza per l'esito delle elezioni europee, non si scompone. "Nella mia vita e in questi venti anni in politica sono dovuto ripartire più volte dopo un risultato negativo. Garantisco che sarà così anche stavolta", ha assicurato il Cavaliere. Oggi dovrebbe essere in programma l'ufficio di presidenza convocato la settimana scorsa e non è escluso che si affrontino tutti i principali temi: dall'analisi della sconfitta alla questione della successione, passando per le alleanze future e per le primarie. Proprio queste ultime sono state invocate da diversi forzisti.

"Vogliamo le primarie per scegliere il futuro sindaco", ha sottolineato oggi Mariastella Gelmini riferendosi alle Comunali a Milano. Musica per le orecchie di Raffele Fitto, che, forte delle 284mila preferenze raccolte domenica scorsa, ha assunto una posizione forte nel partito. E oggi ai microfoni di Radio Capital ha spiegato: "Il leader resta Berlusconi ma è lui stesso a dover aprire la nuova fase, un percorso che dia prospettive e i ruoli futuri non possono non avere una legittimazione popolare. Le primarie danno chiarezza. Prendiamo atto del risultato negativo. Non esiste una contrapposizione con Berlusconi che è il leader del partito. Ma gli chiediamo di costruire un sistema di collegamento con i nostri elettori per scegliere al meglio i nostri rappresentanti, non più dall’alto ma dal basso".

Pensiero più o meno simile a quello di un altro giovane, Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia. "Facce nuove, classe dirigente nuova. Subito, altrimenti Forza Italia non ha scampo. C’è un mondo che è stato messo ai margini e che va valorizzato, ci sono amministratori giovani a cui va dato spazio. Bisogna voltare pagina e ripartire da chi ha tenuto sul territorio. Il rinnovamento arriverà, è inevitabile. Rinnovamento vuol dire decisa apertura alla società civile, alle persone perbene. Vuol dire regole chiare e un chiaro percorso di democrazia interna. Vuol dire contendibilità del partito con primarie per tutti i ruoli chiave", ha spiegato il primo cittadino in un’intervista ad Avvenire. Insomma, è tempo di cambiare. E anche alla svelta.

Salvini come leader del centrodestra? "Mi pare una bella idea, mi sembra una persona intelligente", ha affermato Giancarlo Galan rispondendo ad una domanda dei cronisti prima di entrare nella sede di Forza Italia dove sta per iniziare una riunione del partito. In attesa dell’arrivo di Silvio Berlusconi, sono giunti a San Lorenzo In Lucina quasi tutti i big azzurri: da Renato Brunetta a Michaela Biancofore, da Denis Verdini a Raffaele Fitto. Intanto Il Mattinale stila un elenco di cinque punti per ripartire. Al primo punto c'è la la "leadership chiara di Silvio Berlusconi", poi "una classe dirigente motivata", "una unità cercata e alla fine ritrovata con la Lega", "la costruzione di un programma chiaro, preciso, non spremendo semplicemente il cervello, ma incontrando la gente, le associazioni, le categorie", infine "lavoro in Parlamento e opposizione intransigente".

"L’unico problema che non abbiamo è quello della leadership. E non sono un problema nemmeno gli alfani. I nostri nemici sono il fisco, sempre più tasse, la burocrazia, sempre più pesante e pressante, la giustizia, sempre più lenta e spesso iniqua, anche quella civile, il funzionamento delle istituzioni, vedi la lentezza nel fare approvare le leggi. Tutti questi sono i nostri nemici, questo è il punto da cui ripartire per riformare il Paese": è l'opinione di Daniela Santanché.

Nel primo pomeriggio Silvio Berlusconi è arrivato nella sede di Forza Italia dove si terrà il comitato di presidenza allargato del partito. Rispondendo ai cronisti che si erano avvicinati a lui, il Cavaliere ha affermato di "star bene" spiegando che al termine della riunione ci sarà "una mia dichiarazione".

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