La priorità di Avs a Firenze? Sabotare X di Elon Musk. Non è una boutade, ma quanto invocato dalla capogruppo rossoverde in Consiglio comunale Ecolò Caterina Arciprete. Già lo scorso marzo il partito di Fratoianni e Bonelli aveva presentato una mozione per chiedere al Comune di abbandonare la comunicazione sulla piattaforma di proprietà Musk, ora il ritorno alla carica.
"Liz Kendall, ministra britannica per Scienze, Innovazione e Tecnologia, ha avvertito Elon Musk che la legge del Regno Unito consente al governo di bloccare l’accesso a servizi online che non rispettano la normativa nazionale. La possibile chiusura di X nasce da uno scontro precedente: il governo di Londra aveva chiesto alla piattaforma di rimuovere una funzione collegata al chatbot Grok, che ha permesso agli utenti di ottenere immagini sessualizzate – anche di minori – a partire da foto caricate, “spogliando” digitalmente le persone ritratte. Per lo stesso motivo, Paesi come Indonesia e Malesia hanno già bloccato l’accesso a Grok" l'analisi di Arciprete: "Quello che può sembrare un episodio marginale è in realtà il segno di un passaggio decisivo nei rapporti tra i governi democratici e il potere enorme di oligarchi come Musk, che concentrano ricchezza e influenza senza precedenti storici. Contrastare monopoli come X, che non solo accumulano profitti e deformano il dibattito pubblico ma favoriscono anche la diffusione di contenuti illegali e violenti, è oggi un compito urgente per chi crede nella democrazia".
Non è tutto. La capogruppo rossoverde a Firenze ha ricordato che dopo l'elezione di Trump "il ruolo giocato da Musk nella campagna elettorale e la sua successiva nomina a capo del Dipartimento per l’efficienza governativa, molte personalità, istituzioni e testate giornalistiche decisero di abbandonare X. Tra queste, il quotidiano britannico The Guardian, che scrisse: X è una piattaforma mediatica tossica e il suo proprietario è stato in grado di usare la sua influenza per plasmare il discorso politico". Ed ecco il legame con l'affondo di marzo: "In quel contesto, come gruppo consiliare, presentammo una mozione per chiedere anche al nostro Comune di smettere di usare X. La spinta decisiva fu vedere Musk, ormai ministro, salutare la folla con il saluto nazista. La nostra proposta è un gesto piccolo ma significativo, sulla scia di molte città europee, come Parigi. E, alla luce delle notizie di questi giorni, speriamo venga presto discussa in commissione, per fare la nostra parte e tenere Firenze lontana da una piattaforma, da tempo trasformata in strumento di propaganda e di distorsione del dibattito pubblico e a questo punto anche esplicitamente in contraddizione con le leggi di tutela della privacy e dei minori”.
La richiesta di Avs non è passata inosservata. "Al netto del fatto che al magnate di Tesla non sposta di un virgola l'eventuale disiscrizione da parte di una pubblica amministrazione, ma poi che senso hanno dichiarazioni del genere?" l'ironia di Alessandro Draghi, capogruppo di Fratelli d'Italia: "Prima che cambiassero gli algoritmi, anche Facebook promuoveva contenuti a carattere progressista.
Quello andava bene perchè la natura ideologica era condivisa dalla Capogruppo Arciprete? Per cui, le community sono da utilizzare solo se rispondono ai dogmi del politicamente corretto? Inizi ad occuparsi dei reali problemi della città piuttosto che a perdere tempo dietro a queste idiozie senza precedenti".