Mediaset, le toghe non mollano: Berlusconi condannato a 4 anni di carcere

Quattro anni di carcere (tre condonati per indulto) e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici per la vicenda dei diritti comprati da Fininvest alla fine degli anni '90

Il presidente della Corte Edoardo D'Avossa

Condannato. Alle 16 di oggi Silvio Berlusconi é stato dichiarato colpevole di frode fiscale dal tribunale di Milano, al termine della lunga camera di consiglio che ha tirato le somme della vicenda dei diritti comprati da Fininvest alla fine degli anni Novanta. Berlusconi é stato condannato a quattro anni di carcere, di cui tre condonati per indulto, e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Berlusconi dovrà versare immediatamente dieci milioni al fisco come risarcimento danni. Nelle motivazioni si parla di "naturale capacità a delinquere".

Il tribunale presieduto dal giudice Edoardo d'Avossa ha accolto le tesi del pubblico ministero Fabio De Pasquale, secondo cui - pur non ricoprendo più cariche formali all'interno del gruppo da lui fondato - il Cavaliere continuava a occuparsi degli affari di famiglia. In questa veste avrebbe disposto il pagamento a prezzi gonfiati dei diritti dei film hollywoodiani da trasmettere sulle reti del Biscione. In questo modo sarebbero stati prodotti fondi neri per oltre trecento milioni di euro, approdati sui conti esteri della famiglia Berlusconi, e sarebbero stati alterati i bilanci risparmiando centinaia di milioni di tasse.

"Su quei soldi - aveva sostenuto De Pasquale nella sua requisitoria - ci sono le impronte digitali di Berlusconi". I difensori del Cavaliere avevano ribattuto che non solo non c'era traccia di un ruolo diretto di Berlusconi nella vicenda, ma nemmeno era dimostrato che i film fossero stati pagati a prezzi effettivamente fuori mercato. Oggi il tribunale accoglie in pieno le tesi dell'accusa, con una sentenza che fa irruzione nella scena politica: è la prima volta dal lontano 1998 che il Cavaliere viene dichiarato colpevole a termine di un processo.

All'ex presidente del Consiglio vengono inflitti quattro mesi di carcere in piú di quelli chiesti dalla Procura. Ma ancora piú eclatante è forse la decisione di interdire Berlusconi per cinque anni dai pubblici uffici. La pena, trattandosi di una sentenza di primo grado, non é immediatamente esecutiva. Ma se dovesse venire confermata nei gradi successivi, il Cavaliere non potrebbe avere incarichi parlamentari né di governo per tutta la durata dell'interdizione.

Ovviamente, i legali di Berlusconi faranno appello. Ma sulla sentenza di oggi pesa un'incognita più ravvicinata: la decisione della Corte Costituzionale chiamata a dirimere lo scontro tra il governo e i giudici milanesi, che nell'ottobre 2010 decisero di tenere udienza nonostante Berlusconi fosse impegnato in consiglio dei ministri. Se la Consulta decidesse che in quel modo vennero violate le prerogative del premier, la sentenza di oggi potrebbe venire azzerata. Ma, nel frattempo, il colpo per Berlusconi è pesante.

Assolto invece per non avere commesso il fatto il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. Insieme a Berlusconi é stato condannato Frank Agrama, l'ex regista divenuto mediatore di diritti cinematografici, e accusato dalla Procura di essere "socio occulto" di Berlusconi.

Il giudice d'Avossa sta ora leggendo in diretta le motivazioni della decisione. É una procedura straordinaria che riduce a 15 giorni i termini per le difese per ricorrere in appello.

LE MOTIVAZIONI

Secondo i giudici, il meccanismo di pagamento dei diritti veniva gestito totalmente all'esterno delle strutture ufficiali di Fininvest. Il meccanismo viene , definito "un sistema di frodi ideato fin dagli anni Ottanta" finalizzato alla evasione delle tasse "nonché alla costituzione di ingenti fondi neri (...) Resta ingiustificato l aumento di prezzi nelle varie catene rilevabile dalla differenza tra il primo prezzo noto e il prezzo finale praticato alla società utente".

Per gestire i fondi neri così creati "é stato creato un sistema di società offshore" la cui riconducibilitá a Berlusconi viene definita "pacifica". I giudici motivano la loro convinzione basandosi anche sulla sentenza della Cassazione sul caso Mills, che prosciolse l'avvocato inglese per prescrizione ma attribuì al Cavaliere la paternità dei versamenti sui suoi conti.

La sentenza analizza in particolare il ruolo di Frank Agrama grossista di diritti hollywoodiani considerato dalla Procura il "socio occulto" di Berlusconi. Negli anni, Agrama avrebbe venduto a Mediaset diritti per quasi duecento milioni di euro realizzando utili spropositati. "Una percentuale di ricarico del cento per cento é assolutamente anomala e ben catalogabile nel meccanismo di frode di cui si é parlato". I giudici parlano di "sovrapponibilitá" tra Berlusconi e Agrama. É un passaggio chiave nel percorso logico della sentenza: se il Cavaliere e il grossista sono "sovrapponibili", i guadagni fatti da Agrama sono stati fatti in realtà anche dall'ex presidente del Consiglio. Le motivazioni parlano di "prova granitica".

Poi la sentenza affronta direttamente la posizione di Berlusconi. "Il giro dei diritti si inserisce in un ricorso più generale a società offshore create da Berlusconi afffidandosi a fidatissimi collaboratori. Questo contesto é già stato analizzato in tutte le sue sfaccettature". Secondo le motivazioni, é stata dimostrata la "pacifica e diretta riconducibilitá a Berlusconi del sistema che ha creato la disponibilità di denaro separata da Fininvest e ha permesso di alienare illecitamente disponibilità estere". L'intera operazione secondo i giudici "é stata stata condotta da persone di sicura fiducia del imputato". Le motivazioni citano la testimonianza dell'ex presidente di Mondadori Franco Tató secondo cui il manager addetto ai diritti tv, Carlo Bernasconi, "riferiva a Berlusconi senza passare per il consiglio di amministrazione (...) Non è credibile che qualche dirigente di Mediaset abbia organizzato un sistema come quello accertato e che la società abbia subito per vent'anni truffe da milioni di euro senza accorgersene". Secondo i giudici, é stata raggiunta la prova che "il sistema stato ideato per il duplice fine di realizzare una imponente evasione e fare uscire denaro dal patrimonio aziendale a favore di Berlusconi, che pur non essendo in rapporti diretti con i materiali esecutori ma conoscendo perfettamente il meccanismo ha consentito che tutto perseguisse inalterato mantenendo nelle posizioni strategiche le persone da lui scelte".

In sostanza, i giudici ritengono Berlusconi colpevole non solo di frode fiscale, ma anche di appropriazione indebita ai danni del suo gruppo: e lo avrebbero condannato anche per questo reato se l'imputazione non fosse stata dichiarata prescritta nel corso del procedimento.

Sintetiche le motivazioni della assoluzione di Fedele Confalonieri, a carico del quale secondo i giudici la Procura non ha portato alcuna prova. E il semplice fatto che fosse presidente di Mediaset non dimostra nulla, visto che non ha neanche sottoscritto le dichiarazioni dei redditi.

Ed ecco la spiegazione della pesante condanna di Berlusconi, decisa per la "Rilevante gravità della vicenda criminosa caratterizzata da rilevantissima entità di importi sottratti al fisco e dal perseguimento in modo pervicace per un periodo durato vent anni".

A Berlusconi viene contestato "il ruolo di ideatore dai primordi di attività delittuosa"' la "naturale capacità a delinquere mostrata nell'esecuzione del disegno criminoso". E " nemmeno si può ignorare la produzione di una immensa disponibilità economica all'estero ai danni dello stato e di Mediaset, che ha consentito la concorrenza sleale ai dannidelle atre società del settore".

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