Un audio rischia di alimentare ulteriormente la bufera su Reggio Children, il centro pedagogico finito al centro delle polemiche dopo la rinuncia degli insegnanti ebrei americani a una visita di studio nella città emiliana. A diffonderlo è stato il Tgr Emilia-Romagna e le parole attribuite alla presidente Maddalena Tedeschi aggiungono un nuovo elemento alla controversia sulle condizioni poste agli educatori ebraici e israeliani.
“Si chiede individualmente ad ogni persona di prendere le distanze dall’occupazione dei territori, dal genocidio… Arriveranno? Prima abbiamo la necessità di recuperare queste dichiarazioni firmate”. È questo il contenuto della registrazione che risalirebbe alla sera del 6 ottobre, durante la Consulta delle scuole e dei nidi d’infanzia. Tedeschi, parlando con alcuni genitori, farebbe riferimento alle richieste supplementari da rivolgere alle insegnanti israeliane.
Il passaggio più significativo riguarda proprio le “dichiarazioni firmate”, che sembrerebbero andare oltre la semplice condivisione di principi generali contro la guerra. Parole che sollevano interrogativi anche alla luce delle precedenti rassicurazioni di Reggio Children, che anche nelle scorse ore aveva negato l’esistenza di richieste di firma.
La vicenda è esplosa nei giorni scorsi, quando circa settanta docenti statunitensi di fede ebraica hanno deciso di rinunciare alla visita al Centro internazionale Loris Malaguzzi. Gli insegnanti hanno denunciato un clima ostile e la richiesta di prendere esplicitamente le distanze dalle politiche del governo israeliano. Una condizione giudicata inaccettabile dai diretti interessati, mentre Reggio Children ha sempre rivendicato la volontà di promuovere il dialogo e il rifiuto di ogni forma di violenza.
Al centro delle contestazioni c’è la Carta dei Valori di Reggio Children, aggiornata alla vigilia del 7 ottobre, terzo anniversario dell’attacco terroristico di Hamas contro Israele. Nel documento, anche dopo una lettera sottoscritta da duecento cittadini contro la guerra a Gaza, è stato inserito un riferimento esplicito alla condanna di ogni forma di genocidio. Una formulazione che secondo i responsabili del centro dovrebbe valere indistintamente per chiunque partecipi alle attività pedagogiche.
Nel frattempo il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari ha incontrato questa mattina le ventidue insegnanti arrivate da Israele, che hanno invece confermato la propria partecipazione agli incontri di studio. “Io ho portato il saluto. Io ho ribadito quanto la nostra città è aperta a tutti, a tutti gli educatori di tutte le fedi politiche, di tutti i Paesi, di tutto il mondo”, ha dichiarato il primo cittadino ai microfoni del Tgr. Massari ha cercato di ridimensionare la controversia, parlando di incomprensioni da chiarire. “Se c’è stato un cortocircuito ci spiace, speriamo che le insegnanti vengano a Reggio il prima possibile”, ha aggiunto, riferendosi alla delegazione americana che ha rinunciato al viaggio.
Ma l’audio rilanciato dalla Rai rischia di rendere ancora più complicata la posizione dei vertici di Reggio Children. “Questo è antisemitismo”, è l’accusa arrivata da Fratelli d’Italia in Consiglio comunale: “Pensiamo che loro abbiano scientemente deciso di non far venire questa delegazione soltanto per la loro origine, perché appartenenti a uno Stato che loro criticano e condannano continuamente”.
La situazione resta tesa anche sull’altro fronte. Mentre il centrodestra chiede chiarimenti sulle condizioni poste ai docenti ebraici, il sindaco è stato contestato anche dagli attivisti pro Palestina, tornati a manifestare contro la presenza degli insegnanti israeliani.
