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"Regione Lazio in prima linea per la natalità e la famiglia"

Simona Baldassarre: "Centrale per la politica ascoltare, intercettare e rappresentare le istanze e i valori della società civile. Anche per riavvicinarla alla partecipazione democratica"

"Regione Lazio in prima linea per la natalità e la famiglia"
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Simona Baldassarre, assessore con deleghe a Cultura, Famiglia e Politiche Giovanili della Regione Lazio, siete in procinto di approvare una nuova legge sulla famiglia: di cosa si tratta?

“Di un lavoro collettivo, meditato a lungo e condiviso con le realtà e le più importanti associazioni di settore, fortemente radicate nel territorio. Che dimostra quanto sia centrale per la politica ascoltare, intercettare e rappresentare le istanze e i valori della società civile. Anche per riavvicinarla alla partecipazione democratica. Tema fondamentale per il futuro stesso delle istituzioni”.

Perché ha scelto proprio il periodo pasquale per questo annuncio?

“La Pasqua è il simbolo per eccellenza della rinascita. Non è solo una ricorrenza religiosa, ma un messaggio universale che parla di rinascita e di vita. Annunciare questa legge, a mia prima firma, già incardinata in Consiglio e in dirittura d’arrivo, nel momento attuale, vuol dire dare un segnale chiaro: vogliamo ripartire dalla famiglia come pilastro della società. Non c’è cosa più importante che investire su di lei e sulle nuove generazioni”.

Cosa rappresenta questa legge per la Regione Lazio?

“Significa introdurre una visione moderna, organica e strutturata della famiglia. Un piano di lungo periodo che per la prima volta affronta insieme, famiglia, natalità e demografia; cioè,occuparsi dei servizi alla famiglia, ma anche delle coppie giovani che desiderano un figlio, delle madri in difficoltà, dei genitori separati, delle famiglie numerose e di quelle vedove. Non sono interventi spot, ma di una legge che credo possa rappresentare un modello anche per le altre Regioni”.

Può riassumere i punti fondamentali della legge?

“Si tratta di una legge completamente nuova, non di un aggiornamento. Il primo punto è che la natalità diventa una priorità concreta. Non ci limitiamo a sostenere le famiglie esistenti, vogliamo favorire le nascite. Tra le novità più significative ‘Famiglia Giovane’, che prevede contributi economici e percorsi di accompagnamento alla genitorialità per aiutare le giovani coppie. Un capitolo centrale è quello della maternità fragile, con voucher e percorsi personalizzati per le donne in difficoltà, prima e dopo il parto. E ancora, la Carta Famiglia del Lazio, uno strumento pratico che permetterà di accedere a sconti, agevolazioni e servizi grazie alla collaborazione tra pubblico e privato. Infine, una politica in generale per la famiglia. La legge introduce una programmazione triennale e annuale, con un Tavolo permanente su natalità e demografia e il rafforzamento dei centri per la famiglia. Passiamo così da interventi sporadici a una politica continuativa e monitorata”.

L’opposizione ha già presentato numerosi emendamenti e si è detta contraria. Come risponde?

“L’opposizione svolge il suo ruolo, ed è giusto così. Il confronto è il cuore della democrazia. Il mio compito come assessore, assieme alla maggioranza in Consiglio, è anche ascoltare e valutare eventuali critiche costruttive. Ma voglio ricordare che il presidente Rocca, per la prima volta nella storia del Lazio, ha voluto una delega ad hoc per la famiglia, separandola dalle politiche assistenziali; perché investire sulla famiglia significa investire sul futuro della nostra Regione. Se l’opposizione vuole darci una mano, siamo aperti al dialogo con chi ha a cuore il futuro demografico del Lazio.”

La legge può davvero contrastare l’inverno demografico?

“Da sola nessuna legge può risolvere un problema così complesso, ma può segnare una svolta. Questa è una scelta di campo: una rivoluzione del buon senso che rimette al centro la vita, la famiglia e il futuro.

È da qui che possiamo ripartire per invertire la tendenza che al momento è drammatica: la nostra natalità è al minimo storico, per l’Istat abbiamo raggiunto un desolante calo del 3,9%, ovvero meno di 15.000 bambini nati rispetto al 2024. E nel Lazio, dati dell’Osservatorio Vita e Natalità, nel 2025 le nascite sono calate del 9,4% e la fecondità è 1,01 figli per donna”.

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