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Renzi ha la lista dei ministri, ma restano le tensioni con Alfano

Dopo le tensioni del vertice notturno con Ncd, Matteo impone un aut-aut ad Angelino: deve scegliere, o vicepremier o all'Interno. Renzi è atteso al Quirinale con i nomi per la squadra di governo per questo pomeriggio alle 16

Renzi ha la lista dei ministri, ma restano le tensioni con Alfano

Cresce l'attesa per la lista dei ministri che oggi il presidente del Consiglio incaricato Matteo Renzi dovrebbe presentare a Napolitano. Renzi è atteso al Quirinale per le 16. Durante l'incontro notturno tra il segretario Pd e Angelino Alfano al ministero degli Affari Regionali, alla presenza dei ministri Delrio, Lupi e Franceschini, si è consumato un vero e proprio braccio di ferro sul futuro politico di Ncd e del suo segretario nella futura squadra di governo, in particolare intorno alle sorti delle cariche attualmente rette da Alfano. Angelino, che vorrebbe mantenere tanto la vicepresidenza del Consiglio quanto la poltrona di ministro degli Interni, ha dovuto cedere parecchie posizioni e il peso della sua formazione verrà certamente ridimensionato.

Molto accesa in particolare la discussione sul futuro inquilino del Viminale: una scelta che condizionerà di riflesso anche quelle relative a Giustizia, Esteri e Economia, attorno a cui si avvicendano nomi di tecnici, esponenti del Pd, ma anche dei partiti minori della coalizione. Renzi sarebbe stato molto chiaro con Alfano, ponendolo di fronte ad un aut-aut che imponeva la scelta tra la vicepresidenza e il Viminale: messo alle strette, il segretario di Ncd parrebbe orientato a mantenere la carica di ministro dell'Interno.

Prima del vertice Renzi si era detto ottimista ("si chiude in poche ore"), ma gli equilibri all'interno della maggioranza restano ancora tutti da definire. Da Ncd Schifani assicura che il segretario Alfano continuerà a fare parte dell'esecutivo, ma senza specificare in quale posizione. L'esponente del Nuovo Centrodestra ha elencato poi i punti di confronto sul tappeto durante le discussioni con i democratici: in primis le unioni civili, su cui lo stesso Schifani ammette sostanziali divergenze di vedute con il partito di Renzi, ma anche - e soprattutto - la legge elettorale. Ncd non ha intenzione di rinunciare a collegare la riforma del Senato a quella dell'Italicum: allo stesso modo Schifani apre, sia pure cautamente, a un dialogo con Berlusconi sulle riforme.

Ma le richieste del partito di Alfano e Schifani non finiscono qui: Ncd pretende di porre dei veti anche sui ministeri che di sicuro non occuperà. "Non vogliamo alla Giustizia un giustizialista, non vogliamo all'Economia un ministro troppo affezionato alle tasse", ribadiscono da Ncd, dove si fa conto sui 31 senatori che conferiscono un discreto margine di trattativa su programma e composizione dell'esecutivo. Matteo Renzi, dal canto suo, ostenta imperturbabilità, e a chi gli chiede come si comporterà di fronte ad eventuali ricatti di Alfano, risponde serafico: "Se si sfila Alfano ho delle alternative, a partire dalle elezioni. Conviene all'Ncd? Inoltre, dopo lo streaming di mercoledì con Grillo, posso andare persino a sfruculiare qualche grillino".

Verso l'ora di pranzo sono arrivate le dichiarazioni del leader di Ncd, che smentisce le voci su un presunto aut-aut che gli sarebbe stato imposto da Renzi: "Non mi ha posto nessun aut aut, noi siamo pronti a formare una grande squadra per un grande Paese per fare grandi riforme. Ora starà a Renzi trarre le definitive decisioni. Non c'è mai stato da parte mia un tema che riguardasse me stesso, in ballo c'è il destino dell'Italia. Renzi non ha mai fatto nessuna obiezione e il nostro rapporto personale è ottimo."

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