La resa del M5S: obbligati a diventare partito

In regola con sette mesi di ritardo. Il sito internet parlamentare è imposto dal regolamento. Resta il legame con Casaleggio

La resa del M5S: obbligati a diventare partito
Il guru del Movimento 5 Stelle, Gianroberto Casaleggio, a Villa d'Este

Roma - Nascita di un partito. Non poteva rimanere a lungo un'entità senza definizione precisa a mezza via tra l'associazione e l'istituzione politica, ossia movimento. Da ora il M5S ha un suo sito di riferimento parlamentare. Del resto lo richiedeva il regolamento di Camera e Senato, che prevede anche che nello spazio internet siano pubblicate le spese dei gruppi politici. A distanza di sette mesi, i cinque stelle si mettono in regola: via il sito e da subito pronte le spese degli uffici. Un adeguamento alle norme più che una rivoluzione grillina (il Pd aveva già presentato da parecchio i suoi rendiconti).

Prima era solo il blog di Grillo la voce stellata, l'house organ, l'informazione spesso molto diversa da quella che avrebbero voluto, collegialmente, deputati e senatori. I due gruppi hanno costituito adesso il sito www.parlamentari5stelle.it, un modo anche per venir incontro alla richiesta pressante dei simpatizzanti di creare una vera piattaforma internet.

I parlamentari promettono di raccontare il lavoro delle commissioni ma anche quello che avviene quotidianamente in «un Parlamento che serve solo a fare scena, a recitare una commedia di democrazia che non esiste più». Sulla destra sono mostrati nel dettaglio i lavori delle commissioni, mentre il primo piano è dedicato anche ai commenti dei supporter. L'obbiettivo è quello di dare la massima pubblicità al lavoro dei grillini nei palazzi, oscurato, a loro dire, da un giornalismo che non li considera: «Ci accusano di aver "fatto poco", di non aver ancora inciso nelle politiche del Paese: ma la realtà è che con la nostra presenza stiamo dimostrando che il re è nudo». Si precisa poi: «Il portale è ospitato sui server Casaleggio a titolo completamente gratuito. Non costa nulla ai cittadini, a differenza dei siti dei giornali e dei partiti che sono pagati con soldi pubblici». Non si parla del ritardo con cui è stato costituito.

Presto, assicurano i cinque stelle, arriverà anche il portale vero e proprio, il «fantomatico portale», lo ha chiamato ieri il senatore Lorenzo Battista in un post su Facebook condiviso anche dal collega Luis Alberto Orellana (protagonista di un recente contrasto con il Movimento). La nascita del sito dei gruppi parlamentari coincide con una nuova e più definita strategia di comunicazione che Grillo ha messo a punto con il suo alter ego informatico Gianroberto Casaleggio. I due hanno anzi intenzione di riallacciare i rapporti con stampa e televisioni. Entrambi: anche Casaleggio, spesso nell'ombra in questi primi sette mesi di legislatura. Grillo e Casaleggio hanno anzi intenzione di partecipare alle conferenze stampa dei gruppi che si dovrebbero tenere a partire dalla fine del mese con cadenza settimanale a Roma. Il primo appuntamento potrebbe essere fissato quindi nel giro di due settimane.

Oltre ai rendiconti delle spese dei gruppi, sul nuovo sito si potranno trovare i fatidici scontrini dei parlamentari, con le loro uscite per pranzi e soggiorno a Roma. Ma la pubblicazione di questi dati sarà discrezionale, affidata alla libera scelta di deputati e senatori. Al Senato si continua a parlare della possibile costituzione di un nuovo gruppo autonomo, formato da transfughi dei Cinque stelle e Sel. Per ora nessuna conferma, silenzio. E alla Camera i ribelli smentiscono le ricostruzioni del Fatto Quotidiano, che parla di dieci dissidenti pronti a costituire un nuovo gruppo: «Il titolo di oggi sul Fatto è privo di ogni fondamento di verità», scrive su Facebook il non allineato Alessio Tacconi.