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Rischio flop in Sardegna Alfano diserta le elezioni per evitare una figuraccia

Alle Regionali per il centrodestra in lizza Fi, Udc e Fratelli d'Italia. Non c'è la Destra di Storace

Il vicepremier Angelino Alfano
Il vicepremier Angelino Alfano

Nelle elezioni regionali sarde del 16 febbraio non mancherà soltanto il Movimento 5 Stelle. Sulla scheda elettorale non ci sarà neppure il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano che salterà il primo, possibile test politico, il battesimo del fuoco in cui iniziare a misurarsi concretamente con il consenso. Una scelta dettata dalla necessità di strutturarsi e organizzarsi, di non bruciarsi in un test ad alto rischio e, soprattutto, dalla scarsa capacità di attrazione mostrata rispetto al tessuto politico sardo, regione nella quale i dirigenti di peso dell'ex Pdl sono rimasti praticamente tutti con Silvio Berlusconi e dentro Forza Italia. Proprio ieri, peraltro, Ncd ha nominato Maddalena Calia, già europarlamentare di Forza Italia tra il 2008 e il 2009 e poi in Fli, coordinatore regionale.
La «prima volta» degli alfaniani, dunque, è rimandata alle Europee di maggio che si svolgeranno insieme alle Regionali abruzzesi. Peraltro, rispetto al quadro nazionale, non ci sarà neppure la Destra di Francesco Storace. Il centrodestra, quindi, sosterrà la corsa del governatore uscente Ugo Cappellacci in una versione semplificata», solo con Forza Italia, Udc e Fratelli d'Italia (quest'ultimo senza il simbolo di An ma con quello standard, già usato alle Politiche). Nella coalizione ci saranno anche altri partiti come i Riformatori, l'Uds e i movimenti per la Zona Franca e delle Partite Iva. E proprio la battaglia per la «zona franca integrale» sarà il leit motiv della campagna elettorale del governatore uscente che oggi insieme a Daniela Santanchè inaugurerà il club «Forza Silvio-Trasporti Sardegna» a cui aderiscono alcuni gruppi di autotrasportatori sardi. Il tutto supportato da liste che diano spazio anche al rinnovamento (gli elenchi dei candidati dovranno essere depositati a partire da domani mattina fino alle ore 20 di lunedì 13).
«Ci stiamo impegnando per dare corso alla promessa di inserire volti nuovi» racconta il senatore di Forza Italia (ed ex sindaco di Cagliari) Emilio Floris, «con una particolare attenzione verso le donne e verso personalità provenienti dalle professioni. Vogliamo liste che testimonino uno spirito di appartenenza al nostro movimento ma anche la volontà e la capacità di incidere sui temi strategici per la Sardegna».
Per quanto riguarda gli altri schieramenti, il centrosinistra (dopo la sostituzione last-minute della sua candidata alla presidenza, l'eurodeputata Francesca Barracciu, indagata nell'inchiesta della Procura di Cagliari sui fondi regionali, a cui è subentrato Francesco Pagliaru) deve decidere se riproporre o meno i consiglieri indagati per peculato. Il Partito Sardo d'Azione, anche se sostanzialmente spaccato in due tronconi sulla decisione da prendere, sembra invece orientato ad allearsi con il Pd.
È in corsa per la poltrona di governatore anche la scrittrice, vincitrice del premio Campiello, Michela Murgia con il suo Sardegna Possibile. Una candidata che potrebbe attirare parte dei voti in libera uscita dal Movimento 5 Stelle. Così come concorrerà anche il deputato ed ex presidente della Regione, Mauro Pili (ex Pdl, ora leader di Unidos). Ieri, infine, è stato ammesso il simbolo della civica Nuovo movimento Sardegna (il 34esimo sulla scheda), lista vicina ai grillini che in prima battuta si era vista bocciare dalla Corte d'appello il contrassegno perché troppo simile a quello di M5S. Resta da vedere, naturalmente, di queste liste quante sopravviveranno alla «selezione naturale» della raccolta firme: 12mila quelle necessarie da presentare entro il 13 gennaio.

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