Da alcuni giorni a Roma è divampata una forte polemica politica che vede come protagonista Francesco Laddaga, minisindaco del VII contestato dai cittadini per la vendita di un immobile.
Tutto è iniziato durante un incontro di Laddaga con i cittadini volto a illustrare il progetto del Comune che prevede l'acquisizione a patrimonio di mille alloggi popolari da enti come l’Inps e l’Enasarco, provvedimento criticato dai residenti che nel frattempo hanno riscattato le case e sono diventati proprietari. Nel corso della riunione, infatti, un gruppo di cittadini ha accusato il minisindaco Laddaga di aver venduto lo scorso settembre un immobile Enasarco di sua proprietà visto e considerato che evidentemente era ben consapevole delle criticità dell'operazione avviata dal Comune di Roma. "Stiamo facendo diverse assemblee nei condomini interessati dal provvedimento, soprattutto per confrontarci con i cittadini e rispondere ai loro dubbi e preoccupazioni”, ha detto Laddaga. Che, poi, ha aggiunto: “In tale contesto qualcuno sta strumentalizzando mie vicende personali, sulle quali non ho alcuna difficoltà a spiegare: è vero che ero proprietario di un appartamento ex Enasarco, ma è dal 2020 che cercavo una casa più grande”. E ancora: “Agli inizi del 2021 (come provato dalle ricevute contabili) avevo versato una quota a una cooperativa per un appartamento che avrebbe dovuto essere pronto nel 2023; tuttavia la costruzione di quelle case non è ancora iniziata e quindi a marzo dello scorso anno ho trovato un'altro appartamento mettendo in vendita il mio".
Sulla vicenda sono intervenuti subito gli esponenti dell’opposizione. "Laddaga chiarisca immediatamente se ha venduto prima della delibera, se era a conoscenza delle scelte del sindaco Gualtieri e perché ha ritenuto conveniente fare una scelta personale opposta a quella che oggi impone ai cittadini", hanno attaccato i consiglieri capitolini della Lega, Fabrizio Santori e Maurizio Politi. Il segretario capitolino di Fratelli d’Italia a Roma, Marco Perissa, invece, è intervenuto ieri con una lunga intervista uscita sul quotidiano "Il Tempo" in cui ha commentato: “C’è chi vive nell'incertezza e chi, invece, sembra muoversi con fin troppa sicurezza. È il caso dell'operazione sugli immobili Enasarco messa in piedi dal Campidoglio guidato da Roberto Gualtieri: un piano che sta gettando nel panico migliaia di cittadini, tra informazioni frammentarie, atti poco chiari e una gestione che solleva interrogativi sempre piu' pesanti". Perissa, dunque, punta il dito contro Laddaga: “Mentre i romani cercano risposte, dentro il sistema di potere del Partito democratico c'è chi sembra aver giocato d'anticipo. E con profitto”. Secondo l’esponente di FdI, “i numeri parlano chiaro: acquista nel 2017 da Enasarco, esercitando il diritto di prelazione, un appartamento in viale San Giovanni Bosco per circa 160 mila euro. Lo rivende a settembre 2025 per 275 mila euro. Risultato: oltre 110 mila euro di plusvalenza in meno di otto anni”. Una vicenda che non sembrerebbe aver nulla di illegale, “ma è il quando che pesa come un macigno", sostiene Perissa che accusa: “quella vendita arriva esattamente poche settimane prima che il Comune di Roma avvii formalmente il percorso per l'acquisto degli immobili Enasarco”. Ma non solo. “E soprattutto, quello stesso immobile compare nell'elenco allegato alla manifestazione di interesse del 4 dicembre 2025 di Roma Capitale. Una coincidenza? - si chiede Perissa - Forse. Ma di quelle che i cittadini fanno fatica a digerire". Il deputato meloniano, poi, si chiede: “Davvero vogliamo credere che il presidente di un Municipio non sapesse nulla di un’operazione di tale portata che stava maturando proprio sotto i suoi occhi?”. E aggiunge: “La sensazione, sempre più forte, è che esistano due livelli: quello dei cittadini, tenuti all’oscuro e messi davanti al fatto compiuto, e quello di chi governa, dove le informazioni circolano prima e vengono utilizzate meglio. Anche per fare operazioni immobiliari estremamente vantaggiose”. Perissa chiede a Gualtieri di non “nascondersi dietro il silenzio mentre emergono elementi che minano la credibilità dell’intera operazione”. Perissa sentenzia: “Roma non può diventare il luogo dove chi governa guadagna mentre i cittadini pagano il prezzo dell’opacità".
I consiglieri capitolini di Fratelli d'Italia chiedono che il sindaco Gualtieri riferisca in Aula Giulio Cesare sulla vicenda. "Il ruolo della vittima al 'povero' presidente del Municipio Roma VII, Francesco Laddaga, non gli si addice proprio, soprattutto dopo aver effettuato una cosi vantaggiosa operazione immobiliare”, spiegano in una nota i consiglieri capitolini di Fratelli d'Italia, Giovanni Quarzo, capogruppo, Francesca Barbato, Stefano Erbaggi, Maria Cristina Masi e Federico Rocca, convinti che “chi ricopre incarichi istituzionali ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità, non di nascondersi dietro ricostruzioni deboli o tentativi di smarcarsi". I meloniani non hanno dubbi: “Non bastano rassicurazioni generiche. Servono fatti, tempi e responsabilità. Perché oggi la sensazione è che ci sia chi è rimasto all'oscuro e chi invece si è mosso con largo anticipo. Per questo chiediamo chiarezza immediata su entrambi i fronti: Laddaga chiarisca o si dimetta”.
Dal versante Pd, invece, tutti fanno quadrato attorno al minisindaco. L'assessore alle Periferie di Roma, Pino Battaglia parla di “sterili polemiche di Fratelli d'Italia” e propone: “alle prossime elezioni, ogni candidato si impegni formalmente, all'atto dell'accettazione della candidatura, a non comprare né vendere appartamenti per tutta la durata della consiliatura. Così evitiamo che anche le scelte private diventino materia di polemica politica". E, dopo una lunga difesa dell’operazione Enasarco, arriva la conclusione: “Noi continuiamo a credere che il confronto politico debba tornare sul terreno delle idee, non scivolare in pericolose diffamazioni".
Valeria Baglio, capogruppo del Partito democratico in Assemblea capitolina, esprime la sua solidarietà a Laddaga e passa al contrattacco: "Strumentalizzare un dibattito aperto e democratico intorno a un tema così importante, come l'emergenza abitativa, sul quale l'amministrazione sta promuovendo azioni dopo anni di inerzia, è un maldestro tentativo di spostare l'attenzione e inquinare il confronto”. E ancora: “Utilizzare questioni pubbliche, che interessano la collettività, per rivolgere accuse personali e diffamatorie rappresenta un ribaltamento delle regole democratiche. Tutto questo non è' accettabile". Anche l'assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale Tobia Zevi e il consigliere dem Yuri Trombetti sono stati solidali con Laddaga, "oggetto di attacchi personali diffamatori da parte di un gruppo di esponenti di Fratelli d'Italia". I due esponenti dem sono convinti che “alimentare confusione e spostare il confronto su piani che nulla hanno a che vedere con i contenuti non solo inficia il lavoro serio che si sta portando avanti nei territori, ma non contribuisce in alcun modo alla ricerca di soluzioni”. Zevi e Trombetti si augurano “che non si tratti di una strategia volta ad alzare i toni e generare ulteriore tensione” perché “è quanto mai necessario, in questa fase di confronto, cercare di mantenere il dibattito su un terreno di serietà e responsabilità"