E siamo a cinque. Tante sono le versioni rilasciate fino ad oggi dall'ex vicepresidente della giunta regionale in Piemonte e ora deputato del Pdl, Roberto Rosso riguardo alla settimana bianca al Sestriere, a spese della Regione pagata ad un consigliere del suo partito. L'ultima versione è quella della scorsa settimana davanti ai pm e riportata da La Stampa, dove Rosso si è rimangiato la storia raccontata a Telelombardia il 24 settembre. «Ho inteso dare solo un'indicazione», ha detto Rosso. Come dire, solo un esempio del malaffare. Il moralizzatore e grande accusatore ha fatto adesso un'imbarazzante retromarcia davanti ai pm. Eppure quel giorno in tv era stato molto dettagliato: «Un mio collega di partito, consigliere regionale, ospite a casa mia al Sestriere, andava ogni giorno in Comune a farsi firmare una carta. A fine settimana mi disse che aveva guadagnato 5mila euro. E poi ci andava giù duro con i giudizi: «Consigli ignobili», riferendosi a quello del Lazio e anche al Piemonte. Il consigliere sotto accusa non veniva citato da Rosso che però aveva rivelò un indizio: San Gennaro Vercellese, luogo di andata e ritorno dal Sestriere.
Di quelle parti è il capogruppo Pdl in Regione, Luca Pedrale, il quale aveva chiesto subito una secca smentita. I pm hanno però chiesto alla Finanza di controllare meglio. «Non c'e nulla da nascondere, nessun caso e ben venga l'indagine conoscitiva», ha detto il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota.Rosso cambia versione sulla settimana bianca Ora ci pensa la FinanzaPiemonte, il deputato ascoltato dai pm
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