Leggi il settimanale

“Russia formalmente non invitata”. Botta e risposta tra ministero della Cultura e vertici della Biennale di Venezia

Il documento sarà sul tavolo del presidente del Consiglio Giorgia Meloni già dalla giornata di domani, lunedì 4 maggio

“Russia formalmente non invitata”. Botta e risposta tra ministero della Cultura e vertici della Biennale di Venezia

Dal confronto tra gli emissari del ministero della Cultura (MiC) e i vertici della Biennale di Venezia, in merito alla questione inerente la partecipazione della Russia alla manifestazione, è nata una relazione di 7 pagine dalla quale si evincerebbe che “la Federazione russa non è stata formalmente invitata”.

L’incontro

Un tavolo che ha visto, come anticipato da Il Corriere, la partecipazione da un lato dei rappresentanti del ministro Giuli Valerio Sarcone (capo di gabinetto), Luca Maggi e Arianna Proietti (del Servizio Ispettivo) e Orsola Bonifati (direzione Generale Creatività Contemporanea) e dall’altra il direttore generale delle kermesse Andrea Del Mercato, Debora Rossi, Francesca Oddi e Martina Ballarin. Il documento redatto alla fine del confronto e del sopralluogo lo scorso giovedì 30 aprile, il cui fulcro è per l’appunto la riapertura del padiglione della Russia e la procedura di revoca dei finanziamenti della Commissione Europea, verrà inviato domani a Palazzo Chigi per essere valutato dal premier Giorgia Meloni e dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari.

Il padiglione della Russia

I vertici della Biennale hanno spiegato che per scelta della fondazione “nella corrente edizione del catalogo edito da Biennale non sarà presente la sezione relativa alla partecipazione della Federazione Russa in quanto la partecipazione della Russia è in corso di approfondimento alla luce del quadro normativo vigente”. Circa la possibilità di perdere i finanziamenti della Commissione, pari a 2 milioni di euro in 3 anni connessi a progetti del cinema, i vertici hanno anticipato che nell’attesa di inviare una replica a Bruxelles, per precauzione, “nel bilancio 2025 è stato prudenzialmente iscritto a fondo rischi la quota dell’acconto ricevuto che si riferisce al 2026-2027, la quota per gli anni 2026-2027 è attualmente prevista nel budget 2026 della Fondazione (di recente approvato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dall’Autorità vigilante) e il Consiglio, per il momento, si è riservato ogni decisione”.

Il capo gabinetto del ministro Giuli ha chiesto direttamente “se la Federazione Russa sia stata invitata formalmente dalla Fondazione per la partecipazione alla 61esima Esposizione d’Arte e se essa abbia sottoscritto il documento disciplinante la procedura di partecipazione, come in esso prescritto”. “La Federazione Russa non è stata formalmente invitata dalla Fondazione”, ha replicato la Biennale, e “non ha sottoscritto il documento disciplinante la procedura di partecipazione, come anche altri Paesi titolari di padiglioni”. “Il Padiglione Russia (costruito ai tempi di Nicola II) è stato recentemente restaurato nel 2019”, prosegue la replica dei vertici della kermesse, “e risulta che la Federazione Russa abbia dato comunicazione dei lavori al Comune di Venezia e Soprintendenza per quanto di competenza e informato la Fondazione. Non esiste una procedura consolidata in merito, La Biennale non sempre viene necessariamente avvertita dei lavori di manutenzione dei Padiglioni”.

Il rispetto delle sanzioni

Nel botta e risposta riportato all’interno del documento, a questo punto, Sarcone chiede una precisazione per comprendere se siano state o meno rispettate le sanzioni contro la Russia stabilite dall’UE. La Fondazione replica che ha “compiuto in ogni momento una verifica di rispetto delle sanzioni e che non può intervenire sui progetti, ma ha verificato fin dove possibile sulla base delle informazioni a disposizione, l’osservanza della normativa da parte dei progetti presentati”.

“Il vernissage, tra il 5 e l’8 maggio 2026, è un evento privato, su invito e non aperto al pubblico e, pertanto, non si prevede la presentazione di Scia per manifestazione pubblica”, precisano i vertici della manifestazione, “la Federazione Russa, in base alle sanzioni vigenti, non potrebbe ottenere le autorizzazioni per aprire il padiglione al pubblico e, dunque, questo non può essere accessibile nel periodo di apertura al pubblico della mostra”. “Spesso si accomuna erroneamente la struttura della Biennale Arte/Architettura al modello di Expo, ma non è una Expo”, ribadisce l’avvocato Rossi a tutela della kermesse, “la Biennale non promuove le partecipazioni degli Stati ma sono questi che decidono di partecipare”.

Le dimissioni della giuria

L’altra parte del documento visionato in anteprima da Il Corriere si focalizza sulla spinosa questione delle dimissioni da parte dei membri della giuria che hanno deciso di rinunciare all’incarico per non dover valutare eleggibili per premi anche quegli Stati i cui leader politici sono stati accusati di crimini contro la guerra, vale a dire Russia (Vladimir Putin) e Israele (Benjamin Netanyahu).

Attraverso i suoi emissari, il ministro Giuli ha chiesto alla Biennale in che modo abbia deciso di operare per “salvaguardare la sua immagine ed evitare conseguenze sul piano risarcitorio, atteso che i legali dell’artista Fainaru hanno paventato una richiesta di risarcimento danni per discriminazione di esso da parte della giuria”.

“La giuria è stata contattata e informata non solo della portata mediatica a danni della Biennale ma anche del loro personale rischio di esposizione al risarcimento dei danni non solo a carico del ricorrente ma anche della Fondazione”, hanno replicato i vertici della kermesse, “e precisa che, ad oggi, la Fondazione sta interloquendo con le

componenti per chiarire i termini della posizione assunta con la loro dichiarazione, per poi adottare eventuali determinazioni conseguenti e riscontrare, di conseguenza, ai legali del sig. Fainaru e all’Autorità vigilante”.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica