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Sanità, il Centro-sud fa saltare i conti «Effetti devastanti»

Sanità, il Centro-sud  fa saltare i conti «Effetti devastanti»

Roma È ancora una volta la sanità a far precipitare i conti pubblici in profondo rosso. Quattro miliardi di euro il disavanzo strutturale, calcolato dal ministero del Welfare in un documento fino ad ora riservato e reso noto dall’Ansa. Sotto accusa le regioni del centro-sud con il Molise e la Campania, maglia nera della spesa per la salute. Di questi quattro miliardi di euro infatti l’83,39 per cento è da attribuire al centro-sud (Lazio compreso), che da solo raggiunge un disavanzo di 3,265,3 miliardi. Proprio ieri il Consiglio dei ministri ha preso la decisione di commissariare Molise e Campania, nominando commissari i rispettivi presidenti Antonio Bassolino e Michele Iorio. «Un atto dovuto», aveva spiegato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Ma nel documento stilato dal governo si leggono termini molto più allarmanti.
L’andamento della spesa sanitaria soprattutto nel Meridione potrà avere «un effetto devastante nel 2010», recita il dossier che fa riferimento ai dati monitorati e rielaborati dalla Corte dei conti. In particolare oltre all’enorme disavanzo di 3.915,5 milioni emergono situazioni gravissime. Per la Campania «la manovra necessaria per ricondurre in equilibrio strutturale l’anno 2009 valutata in circa 881 milioni di euro, anche alla luce delle nuove entrate fiscali, non risulta garantita». Identica la situazione per il Molise che necessita di una cifra inferiore, 90 milioni di euro, che sono comunque «non garantiti». Anche la gestione per l’anno 2008 conferma la presenza di un disavanzo non coperto comprensivo di rischio per entrambe le Regioni: pari a 237,819 milioni per la Campania e di 43,654 per il Molise. Poi ci sono la Calabria con 159,7 milioni di euro e la Puglia con 211,6 milioni, esclusi dai piani di rientro.
Come si è arrivati a questo punto? Nel dossier si evidenzia come nelle regioni in rosso manchi una rete territoriale per l’assistenza domiciliare e ambulatoriale e quindi si registri un picco di ospedalizzazioni per acuti che fa impennare la spesa sanitaria. È assolutamente carente poi sia la rete sanitaria riabilitativa sia quella per la lungo-degenza. Il tasso di ospedalizzazione per acuti in Italia si attesta intorno al 133,70. In Lombardia è del 130, 5 mentre in Campania sale a 157,6 e in Molise a quota 165,9. Il dossier quindi denuncia «il sovradimensionamento della rete ospedaliera e i conseguenti ricoveri anche per pazienti che potrebbero essere trattati con minori costi in strutture extraospedaliere o domiciliari». Insomma troppi ospedali sparsi per il territorio e pochissimi posti letto ad esempio per la lungodegenza degli anziani. In Lombardia ce ne sono 2.898, in Campania 42, in Puglia 68, in Molise non si sa. Il documento del governo denuncia pure «l’inaffidabilità dei sistemi contabili regionali e dei sistemi informativi».
Anche al Nord poi si presentano situazioni che potrebbero diventare «critiche» come quelle del Piemonte, meno 363 milioni, e del Veneto, meno 291,2 milioni.

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