Santanchè a Controcorrente: "La condanna di Berlusconi è stata un colpo di Stato"

Santanchè a Controcorrente: "La condanna di Berlusconi? Un colpo di Stato". Poi ironizza: "Meglio Prodi di Napolitano"

Santanchè a Controcorrente: "La condanna di Berlusconi è stata un colpo di Stato"

Daniela Santanché, intervistata dal nostro vicedirettore Salvatore Tramontano, scalda il pubblico di Controcorrente. Non risparmia bordate né al presidente della Repubblica ("Non lo voterei più, piuttosto Prodi"), né ai giudici (la sinistra è il loro braccio politico). E scuote il pubblico: "Vi rendete conto che il primo agosto c'è stato un colpo di stato?", chiede alla platea la parlamentare del Pdl mentre si alzano applausi e incitazioni.

"Voglio ringraziare il pubblico. Vedendo questa sala piena capisco sempre di più la differenza che c'è tra noi e gli altri. Se in una bella giornata di sabato pomeriggio siete qui a sentir parlare di politica significa che dentro di voi c'è la passione. Vi ringrazio, perché noi politici senza di voi non saremmo nulla. Siete la nostra forza, grazie", rompe il ghiaccio la Santanché.

Poi si passa subito al primo tema in agenda: la condanna di Silvio Berlusconi. "La guerra si fa dura e si fa pesante e non vorrei passi indietro. Vogliono fare fuori il nostro leader e io vorrei scelte nette - ammonisce la deputata -. Sono due anni che gli italiani hanno un governo che non è stato eletto dagli elettori. Prima Monti e poi Letta. Sono vent'anni che c'è una guerra che trascina il nostro paese nella disfatta", attacca l'onorevole del Pdl. "Se fosse per me io non vorrei sedermi al fianco di chi è carnefice di Silvio Berlusconi. La sinistra in questo paese è il braccio politico della magistratura".

"Ma perché il centrodestra in vent'anni non ha fatto nulla sulla giustizia?", chiede Tramontano. "L'unica colpa di Berlusconi è aver avuto governi di coalizione. Con gente come Casini e con un tipino come Fini di cui non voglio neppure parlare", risponde la Santanché.

Si passa subito alla giustizia: "I giudici non dovrebbero essere di destra o sinistra. Invece ci sono magistrati come Ingroia ed Esposito. Ma secondo voi uno come Ingroia indagava serenamente sul Cavaliere? Nel nostro paese c'è un complotto criminale, è evidente. Cosa dobbiamo aspettare, che cosa dobbiamo fare? Io ho le idee chiarissime: si può stare al governo con questa gente? L'ipocrisia deve avere un limite" (un boato di approvazione esplode nella platea).

"Nel Pdl ci sono traditori? Io lo escludo. Però senta - spiega la Santanché a Tramontano - iniziamo a cambiare nome e tornare a Forza Italia. Se non c'è Berlusconi non c'è il centrodestra in Italia, non c'è nessuno di noi così carismatico come lui". Tramontano: "Questo è il centrodestra che piace a Scalfari...". La Santanchè taglia corto: "Menomale che non mi ha citata... Porta sfiga".

Quando poi si parla del Quirinale gli applausi si moltiplicano. "Napolitano? Ho paura a parlarne. Si può parlare male di tutti, anche del Papa, ma non di lui. Io non lo voterei più, lui non è il presidente di tutti. Non lo voterei più. Meglio tutti di lui, guardi anche Prodi... (la folla rumoreggia)".

Poi si torna sulla condanna del Cavaliere: "Il primo agosto, non so se ve ne siete accorti, c'è stato un colpo di stato. Hanno condannato Silvio Berlusconi con una condanna che non ha fondamenta. È l'unico che è stato condannato perché poteva non sapere. La sinistra è il braccio politico della magistratura. Dico solo tre paroline: Monte dei Paschi di Siena. Che fine ha fatto l'inchiesta? E Penati? E Vendola? Berlusconi è stato condannato per aver pubblicato un'intercettazione sul Giornale, ha avuto anchr questo primato. Quarantuno processi, l'hanno accusato anche di essere un puttaniere. Possiamo discutere degli stili di vita al bar sport, ma non in tribunale".

"Il problema più grande che abbiamo – spiega la Santanché – è quello della libertà. Noi diamo per scontato che la libertà sia acquisita. Ma io ho paura perché noi non ci rendiamo conto. La giustizia è come un cancro. Non voglio essere irrispettosa. Ma quando una persona è devastata dalla malattia, noi pensiamo che a noi non succederà. Oggi diciamo che è toccata a Berlusconi. Ma la sua è una battaglia di tutti, anche nostra. Una battaglia per la libertà”. “Berlusconi ha due parole d'ordine: onore e coraggio. Io non posso credere che finisca così. Per lui ma anche per voi, per le dieci milioni di persone che lo hanno votato. Le dico un'altra cosa: io sono stufa della parola moderato. Altro che moderati, sono tutti incazzati qui...".

Poi torna a bomba sul Colle: "I senatori a vita? Non me ne parli. Napolitano se ne è uscito fuori con quattro senatori, tutti di sinistra. Proprio in un momento in cui la maggioranza barcolla. Ma non poteva trovare qualche personalità di cenrtodestra? Ha fatto un senatore di 52 anni, la dovremo mantenere a vita! Siamo diventati una repubblica presidenziale, praticamente... Guai in questo Paese a criticarlo, vedrete a me domani che mazzo mi fanno...".

Falchi e colombe? La Santanché non accetta questa distinzione: "Il partito è unito? Sì. Sul fatto che ci sia un accanimento per far fuori Berlusconi e che la condanna sia ingiusta siamo tutti d'accordo. La responsabilità di un'eventuale caduta del governo non è nostra. È del Pd. Il governo l'ha voluto Berlusconi. Se loro votano la decadenza di Berlusconi non serve essere falchi per non stare con quella gentaglia... Sono loro, se hanno dignità, che devono smettere col governo se fanno decadere il Cavaliere". Quando l'intervista sembra finita, in realtà non lo è. Perché terminate quelle di Tramontano iniziano quelle del pubblico. E la Santanché si concede paziente al fuoco di fila delle domande degli spettatori, prima, e poi a una lunga processione di strette di mano e foto ricordo.